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Cultura | 03 febbraio 2019, 10:20

"Ritratti di sensazioni" al Diavolo Rosso di Asti. MorArt svela la sua personalità

Fino al 17 febbraio dalle 19 alle 23, la possibilità di conoscere da vicino una giovane e talentuosa artista astigiana

Mora... al Diavolo

Mora... al Diavolo

"L’arte ci consente di trovare noi stessi e di perdere noi stessi nello stesso momento". In questa frase dello scrittore Thomas Merton, c'è tutta l'essenza di una giovane pittrice astigiana che, data l'intensità delle opere che propone con eleganza ed entusiamo, si farà strada.

È in corso al Diavolo Rosso di Asti fino al 17 febbraio, "Ritratti di Sensazioni" di Francesca Rosso, in arte MorArt (gli amici la chiamano Mora). Sono soprattutto donne, perché delle donne, l'artista sa cogliere essenza e malinconie, sguardi e profondità.

"Riesco così ad esprimere al meglio le mie sensazioni - ci spiega Mora - le persone che guardano poi le elaborano a modo loro e io mi ci ritrovo".

I dipinti, al Diavolo sono esposti sul muro nudo, sensazione bella perché "i colori risaltano subito".

"La mostra del Diavolo è stata proprio un'occasione di quelle che quando pensi che l'inverno sia triste e non si possa far nulla ti danno gioia - continua . Ho saputo da un'amica che organizzavano mostre e ho colto la palla al balzo. Mi hanno fatto allestire prima dell'apertura normale del locale. I quadri sono esposti nella sala adibita a ristorante, ci sono 24 pezzi, alcuni iconici ormai del mio percorso come quello con le teste di donna e uomo con i pensieri che fluiscono che ho chiamato  Riflessioni".

Francesca ha 25 anni, una "quasi laurea" in storia dell'arte all'università di Torino, con la testa più per la pratica che per i libri. Una giovane donna ricca di passioni legate soprattutto al "mondo nerd" dal fantasy ai videogiochi. Amante della fotografia e, ovviamente, della pittura che assorbe buona parte del suo tempo.

"Il mio artista preferito è Klimte, ogni tanto mi ritrovo nei suoi pezzi. A marzo parteciperò a una mostra collettiva con la Promotrice delle Belle Arti, e ad aprile dovrei ritornare alle origini, a Villa San Secondo per un'altra mostra ma è ancora da decidere e a maggio una mostra a Villadeati. Poi spero continui così".

Partecipando al servizio civile EducAmbiente oltre a seguire i bambini si occupa del laboratorio artistico dove, con l'aiuto delle colleghe, ogni settimana propone nuovi esperimenti e attività. "Mi piace molto perché vengono fuori lavori che lasciano sempre sorpresa, in positivo. Il mio sogno è di aprire un'atelier, un giorno magari. Grazie al mio ragazzo, alle mie amiche più strette e alla mia famiglia trovo sempre ispirazione, soddisfazione e approvazione. Poter poi condividere con gli altri i miei quadri o disegni e sentire le loro opinioni, o quello che suscitano è interessante".

La pittura per Mora è una cosa di famiglia perché, dice, "c'è sempre stata la vena artistica, mio nonno, mio padre, mia zia materna. Sto continuando la tradizione. Fin da piccola ho sempre colorato, dipinto, disegnato su qualunque cosa e quando a 5 anni mi hanno regalato la prima tavolozza Giotto con gli acquerelli e il mini cavalletto è stato il clou, volevo dipingere per sempre. Ogni volta che passo in una cartoleria, in un negozio di belle arti o in un reparto di cancelleria e arte, mi blocco e sto li, come una bambina a Natale".

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Betty Martinelli

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