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Sanità | 11 febbraio 2019, 09:05

Uniti per Asti: Sanità, declino senza fine per il nostro territorio

Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa dei consiglieri Giuseppe Passarino e Michele Anselmo conseguente l’insediamento del Commissario regionale Messori Ioli

Giuseppe Passarino, capogruppo di Uniti per Asti

Giuseppe Passarino, capogruppo di Uniti per Asti

Fin dal 2014 coloro che avevano a cuore il tema della sanità nel contesto del territorio astigiano, avevano letto la parziale rinuncia della Regione Piemonte, a portare a termine il declassamento dell’Ospedale Massaia e dell’Ospedale di Nizza, come il semplice rinvio di una strategia non conclusa in modo traumatico per la forte opposizione di tutta la città. Avevano sostenuto che l’obiettivo finale era quello di rendere subalterno il territorio di Asti ad Alessandria e sembra che ora il percorso avviato si stia concludendo…

Ma procediamo con ordine: in otto anni la sanità astigiana è stata guidata da ben 4 Direttori Generali diversi e, a breve, si insedierà il quinto manager, con un incarico commissariale. Non possiamo che ringraziare la Regione Piemonte per questo tourbillon di Direttori Generali. Avvicendamenti tutt’altro che utili, anche solo al fine di conoscere il territorio e non certo volti a definire una strategia consolidata improntata alla continuità d’intenti. Paradossale la vicenda dell’ultimo D.G. nominato dalla Giunta regionale che, dopo soli sei mesi di lavoro (3 estivi), è tornato nella Regione di provenienza: la Lombardia.

Appare evidente che la nomina del Commissario regionale Dott. Messori, proveniente dal Mauriziano di Torino, non potrà che avere caratteristiche transitorie visto che il mandato scadrà a dicembre 2019. Nel frattempo la sensazione vissuta da utenti e operatori sanitari che utilizzano e lavorano nella sanità astigiana è quella di un lento ma progressivo abbandono, un “lasciar andare le cose”, quasi come un fatto ineluttabile, non condizionato dalle strategie, dalle azioni, dalla volontà di continuare a garantire a tutti gli astigiani servizi di qualità.

Pare ripetitivo e stucchevole, quasi come “un abbaiare alla luna”, continuare a ripetere le cose dette ridette, scritte e riscritte dai giornali tante volte; ci limitiamo ad un elenco: sul tempo zero il malcontento registrato sui giornali è generalizzato; la ricetta è una sola: riaprire le agende di prenotazione per consentire ai cittadini la doppia opzione; il Laboratorio Analisi di Asti è stato depauperato a favore di Cuneo, Alba non ha mai trasferito le proprie lavorazioni; da mesi si susseguono incontri tecnici fra Asti e Alessandria per definire un’azione comune sulla digitalizzazione delle Aziende, le soluzioni non si trovano perché Asti, per la sua storia, è più avanti delle altre Aziende, quindi se la volontà “politica” è quella di favorire Alessandria Asti non potrà che arretrare; nel mese di settembre va a scadenza il grosso appalto della Radiologia di Nizza ora affidata ai privati con un contratto pluriennale di svariati milioni di Euro; milioni che non si è voluto risparmiare attivando le sinergie tra Asti e Nizza: vedremo se sarà la logica della qualità a prevalere oppure se, come fatto a suo tempo, verranno favoriti i privati.

A questi problemi, sempre più cronicizzati, si aggiunge la grave problematica del personale in particolare quello medico; l’Ospedale di Asti sta diventando il nosocomio dei Primari f.f. (facenti funzione) che, in questo momento sono 6 ai quali si aggiunge un Primario a scavalco (Malattie Infettive, nodo irrisolto dal 2014) e altri 4 Primari vicini o vicinissimi alla pensione; la gestione concorsuale è sempre più lenta perché non è facile trovare figure professionali disposte a venire ad Asti. Asti non risulta più essere quell’ospedale attrattivo di alte professionalità come in passato. A tale situazione si aggiunge quella dei medici: sempre meno medici astigiani, sempre più medici provenienti da fuori Asti che, acquisite le competenze tornano nei luoghi di origine. Forse, al di là degli eventi e delle passerelle, sarebbe opportuna, da parte dei decisori politici, una reale presa di coscienza di una situazione che sta scivolando verso il peggio giorno dopo giorno. A pagare sono gli astigiani e, in particolare, coloro che non possono pagare la sanità privata e non possono recarsi fuori Asti.

Permetteteci ancora una piccola riflessione: tra pochi mesi ci saranno le elezioni regionali proviamo a chiedere ai candidati quante visite mediche hanno fatto nelle strutture pubbliche e quante nella sanità privata o in strutture convenzionate, la loro denuncia dei redditi lo confermerà…

Come gruppo consiliare siamo interessati e disponibili ad incontrare il dottor Messori per illustrare le nostre riflessioni, che speriamo vengano condivise anche dagli altri gruppi consiliari a cui viene inviato questo comunicato.

Giuseppe Passarino e Michele Anselmo

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