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Scuola e lavoro | 11 febbraio 2019, 12:20

Pensioni: Ad Asti per Quota 100, circa 100 domande all'Inps su 30000 a livello nazionale

Rivolgersi ad esperti è necessario per non rischiare di perdere tempo e denaro.

Claudio Griguol

Claudio Griguol

L’argomento è di quelli caldi, insieme al Reddito di Cittadinanza che da marzo terrà molto occupati i Caf e i Centri per l’Impiego alle prese con lo studio di una materia nuova, complicata e in continuo “divenire”.

Stiamo parlando di Quota 100, misura cardine della Legge di Bilancio 2019, volta a contrastare gli effetti Riforma Fornero del 2011.

La Quota 100 si concretizza con la legge 4 del 29 gennaio 2019, in via sperimentale fino al 2021, e consente l’uscita anticipata dal mondo del lavoro per tutti coloro che al 31 dicembre, abbiano maturato almeno 38 anni di contributi con un’età anagrafica minima di 62 anni, di cui 35 di lavoro effettivo.

Abbiamo cercato di chiarire alcuni aspetti, grazie alla competenza di chi “sul campo” ogni giorno è in trincea per adeguarsi ai tanti cambiamenti nel settore, parlandone con Claudio Griguol responsabile Patronato Inas Cisl di Asti.

Quando si parla di 35 anni di lavoro effettivo – ci spiega  - si intende che contributi da disoccupazione, malattia o altro devono avere uno zoccolo duro di 35 anni effettivi. Chi ha maturato i requisiti al 31 dicembre, può andare in pensione nel privato già da aprile, oppure se matura il diritto nel corso dell’anno, la decorrenza, come finestra mobile, sarà 3 mesi dopo”.

Se ad esempio, a maggio 2019 si perfeziona il requisito contributivo o anagrafico, si potrà andare in pensione ad agosto. Nel triennio (2019 -20-21) non si applica la aspettativa di vita e non c'è l’aggiornamento dei mesi.

OPZIONE DONNA

Oltre la Quota 100 si è riaperta la possibilità, per le donne, di esercitare l'Opzione Donna, dove sono richiesti 35 anni di contributi effettivi, il calcolo diventa contributivo, si deve aver compiuto i 58 anni o 59 per le lavoratrici autonome e viene applicata una finestra mobile di 12 mesi per le dipendenti e di 18 per le autonome. 

"Dalla Quota 100 – spiega Griguol - sono escluse alcune categorie: Forze Armate, i Vigili del Fuoco e la  Guardia di Finanza. Per quanto riguarda la scuola c’è  una finestra unica che è settembre o novembre di ogni anno.  Le dimissioni per la scuola vengono date in maniera telematica attraverso la piattaforma apposita: Istruzioneche si è chiusa il 12 dicembre ma si è riaperta per poter accedere alla pensione e le persone potranno dare le dimissioni entro il 28 febbraio”.

Con la Riforma Fornero si andava in pensione, fino al 31 dicembre 2018, con 41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini; scattava un aggiornamento che ora non scatta più ma si apre la finestra mobile per tre mesi. Significa che chi, ad esempio, doveva andare in pensione a giugno/luglio 2019, se i 42 anni e dieci mesi sono maturati a gennaio, potrà andare in pensione tre mesi dopo.  

Differenza tra pubblico e privato.  

Nel privato la prima finestra utile si apre il primo aprile, nel pubblico il primo agosto (nel pubblico infatti viene richiesto un preavviso di sei mesi).

Ad oggi in tutta Italia sono pervenute circa 30.000 domande per Quota 100, ad Asti le domande all’Inps sono un centinaio. “Nel momento in cui si matura il diritto si può decidere se lavorare o meno ‘nella finestra’ – conclude Griguol - bisogna stare attenti a non far sì che le cose che sembrano semplici possano essere in realtà più complicate. Noi sappiamo ad esempio che di queste 30000 circa domande (o 100 astigiane), alcune sono fatte con il Pin cittadino o lo Spid (Sistema Pubblico di Identità Digitale). Si può ma è rischioso, bisogna avere le competenze giuste. A distanza di pochi mesi di diversità, fra andare ad agosto 2019 con Quota 100 o andare 4 mesi dopo a inizio 2020 cambia una cosa sostanziale. Chi andrà con Quota 100 non avrà diritto alla perequazione automatica annuale che magari ha importo ridicolo (a gennaio scatta l'Istat) ma nel tempo possono essere decine di euro che vanno perse per sempre. Conviene avere attenzione. Le informazioni cambiano continuamente siamo sempre preoccupati di non saperne mai abbastanza, ma l'attenzione è alta e va fatto tutto per la singola persona, che deve avere un'alta consulenza, noi stessi impariamo ogni giorno sul campo”.

 

 

Betty Martinelli

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