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Sanità | 13 febbraio 2019, 18:33

Tanti pazienti, ma pochi medici di famiglia in Piemonte

Una carenza sollevata da più parti. Occorre sopperire ai pensionamenti e premiare chi sceglie i piccoli comuni

Tanti pazienti, ma pochi medici di famiglia in Piemonte

Se non si interverrà sulla grave carenza dei medici di famiglia, presto il Piemonte potrebbe trovarsi con gli studi pieni di pazienti ma senza medici di base per visitarli. È quello che rischia la sanità piemontese così come quella di molte altre regioni italiane se non si interverrà per sopperire ai numerosi pensionamenti in programma.

Il tema è stato sollevato in Regione dal consigliere del Pd Raffaele Gallo, nell’ambito dei question time in Consiglio regionale. A partire dal 2020, secondo lo studio analitico elaborato dal gruppo RIMeG (Ricerca e Innovazione in medicina generale) e dalla federazione italiana medici di medicina generale, i medici di famiglia piemontesi non saranno più in numero sufficiente e migliaia di cittadini rischiano di rimanere senza assistenza. Una situazione che potrebbe diventare ancora più critica nel 2023 soprattutto per quei cittadini residenti nei piccoli comuni del Piemonte.

"La carenza dei medici base è un problema importante da seguire attentamente - ha dichiarato il consigliere Gallo - mi auguro si possa procedere rapidamente a introdurre incentivi per chi svolge l’attività nei piccoli centri. Seguirò con attenzione e costanza la vicenda".

"Da tempo l’assessorato alla Sanità si sta occupando della carenza dei medici di famiglia nel servizio sanitario pubblico e in particolare nei piccoli comuni e nelle aree montane - ha sottolineato in una nota l’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta -  Si tratta, come è noto, di un problema di carattere nazionale: le risorse messe a disposizione dallo Stato per le borse di studio in Medicina generale sono inferiori ai fabbisogni delle Regioni. In questi ultimi anni abbiamo lavorato per trovare soluzioni al problema. Ad esempio abbiamo aumentato il numero di borse di studio erogate, passate dalle 80 del triennio 2014/2017 alle 189 del triennio 2018/2021, grazie anche a un’intesa raggiunta nei mesi scorsi fra Regioni e Governo, che ha permesso di utilizzare ulteriori risorse del Fondo sanitario nazionale per finanziare borse di studio supplementari.

All’interno del nuovo contratto dei medici di famiglia, inseriremo poi, una forma di premialità per chi svolge la propria attività nei piccoli centri con poca popolazione. Nei prossimi giorni incontrerò sul tema i rappresentanti di Anci Piemonte e Uncem Piemonte".

Redazione

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