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Cultura e tempo libero | 01 marzo 2019, 18:49

Salvatore Vullo racconta il Piemonte agricolo nel suo ultimo libro, tra memoria e futuro

La presentazione si è svolta questo pomeriggio, alle 18, nella sede del Consorzio di Tutela dell'Asti Docg

Salvatore Vullo racconta il Piemonte agricolo nel suo ultimo libro, tra memoria e futuro

Il Piemonte agricolo tra memoria e futuro" più che un saggio è un vero e proprio racconto di un mondo ricco di storie e contenuti, ma che spesso rimanda, nell’immaginario, a scenari di povertà e di lavoro avaro. A firmarlo è Salvatore Vullo, siciliano di origine ma oramai "piemontese naturalizzato", con una lunga e intensa attività nel mondo agricolo, per oltre 20 anni nell’assessorato regionale all’Agricoltura.

Vullo (che all’agricoltura unisce la passione per la scrittura: questa è la sua settima pubblicazione) ricostruisce la storia e l’evoluzione di un comparto che oggi vanta decine di prodotti d’eccellenza riconosciuti in tutto il mondo, ricorda personaggi e uomini di cultura (lui che vantava la conoscenza con Leonardo Sascia).

Il volume è stato presentato venerdì 1 marzo alle 18 nella sede del Consorzio di tutela dell’Asti docg, in piazza Roma. Con l’autore grandi protagonisti del mondo del vino e dell’agricoltura: Romano Dogliotti, presidente del consorzio dell' Asti, Giorgio Ferrero, assessore regionale all'agricoltura, Stefano Chiarlo, direttore di Astesana, Mauro Damerio, presidente dell'enoteca regionale di Nizza Monferrato, Giancarlo Ferraris, artista, Fabrizio Garbarino, presidente del consiglio di amministrazione del consorzio Robiola di Roccaverano, Vincenzo Gerbi, enologo,Filippo Mobrici, presidente del consorzio Barbera e vini del Monferrato e Mario Sacco, presidente della fondazione cassa di risparmio di Asti.

Il Piemonte, oggi, è una regione famosa,- spiega l'autore- in Italia e nel mondo, per le qualità della sua agricoltura e delle sue produzioni agroalimentari. Ciò è il frutto di un processo virtuoso derivante da una serie di fattori, come la proverbiale serietà e laboriosità dei suoi produttori, il buon operato delle organizzazioni economiche e professionali, delle associazioni e delle istituzioni che hanno sostenuto tale processo anche con leggi e norme adeguate e all’avanguardia, specie nella tutela e valorizzazione. Qualità coltivate e sviluppate con la tutela del paesaggio agrario e rurale, la difesa della biodiversità animale e vegetale, l’adozione di sistemi di coltivazione e produzione rispettosi dell’ambiente, del benessere degli animali da allevamento, la diffusione dei sistemi per garantire salubrità e qualità attraverso certificazioni, marchi, denominazioni. Da tutto ciò ha avuto origine un gran numero di produzioni agricole, agroalimentari e zootecniche, conosciute e apprezzate in tutto il mondo; prodotti che sono persino diventati simboli e oggetti di culto, sinonimo di bontà, genuinità, tradizioni, apoteosi del gusto, espressione dei territori che li producono e li propongono”.

Questo libro ricostruisce la storia, descrive la straordinaria evoluzione, traccia il profilo e l’opera di tantissimi uomini e donne che, come singoli produttori e rappresentanti di enti, associazioni, consorzi, organizzazioni e istituzioni, hanno contribuito a creare la grande storia del Piemonte agricolo. Un libro ricco di dati, valori, fatti, avvenimenti che danno subito il senso e le dimensioni particolari e complessive del Piemonte agricolo e del suo contesto economico-sociale, storico, civile, culturale.

L’autore, con un affinato stile narrativo e con la chiarezza, la concisione, la “verità”, il “sentimento” (che in uno scrittore possono solo derivare dall’aver visto, sentito, vissuto le cose di cui parla), ci fa scoprire e riscoprire questa grande storia del Piemonte agricolo, in una dimensione, appunto, tra memoria e futuro.

L'autore

Salvatore Vullo, nato nel 1952 a Marianopoli (CL), diploma di Perito Agrario, vive a Torino dal 1972. La sua è stata una lunga e intensa attività svolta nel mondo agricolo; cominciata con una prima esperienza di lavoro nell’Alleanza Contadini-Confcoltivatori di Torino (1977-1978), proseguita (dal 1980 al 1992) come funzionario dell’Ente di Sviluppo Agricolo del Piemonte; quindi (dal 1993 al 2016) all’Assessorato agricoltura della Regione Piemonte dove ha operato prevalentemente nel settore della promozione, con l’incarico di “Esperto di politiche di valorizzazione dell’agricoltura e sue produzioni”.

Ha pubblicato i libri: Manchi alla memoria, 1984, Salvatore Sciascia editore; Viva le spighe, 1988, Firenze Libri; Mitistrato, 1991, Lalli editore; Dalla parte degli inquisiti, 1996, Gruppo Edicom; La cucina di Sicania, 2001, Gruppo Edicom, ripubblicato nel 2012 in edizione accresciuta, e con una prefazione di Paolo Massobrio; Di terra e di cibo - Fra le pagine di Leonardo Sciascia, 2014, con una prefazione di Carlin Petrini, Salvatore Sciascia Editore; Gli ultimi frutti dell’estate, 2016, Nerosubianco edizioni.

Manuela Caracciolo

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