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Attualità | 09 marzo 2019, 18:08

Beppe Rovera: possibile che il Comune non sappia in che stato versano le piante?

Riceviamo e pubblichiamo le considerazioni di Beppe Rovera circa gli ultimi interventi del sindaco Rasero

Beppe Rovera: possibile che il Comune non sappia in che stato versano le piante?

Passeggiata alla conta di alberi e aiuole. Il sindaco di Asti chiama associazioni e tecnici e valuta il patrimonio arboreo della sua città. Bene. Bravo. Una ammissione, tuttavia, di non conoscenza. Possibile che il Comune non sappia in che stato versano piante e aree verdi? Non ci sono tecnici, esperti che se ne interessano e riferiscono? L’assessorato all’ambiente non ha un ufficio di riferimento? In più di una interrogazione ho richiamato l’attenzione sull’argomento; con anche un supporto di documentazione fotografica circa l’incuria dilagante in centro come in periferia.

E poi, sin dalla giunta Galvagno il Comune si è dotato di un censimento puntuale e geolocalizzato di ogni singolo esemplare arboreo ed arbustivo mantenuto aggiornato in tempo reale almeno sino al 31.12.2015 e, presumibilmente, anche dopo. Censimento, dicono gli esperti, effettuato con software Ginve, apposta per la gestione informatizzata di verde pubblico, arredi urbani, pubblica illuminazione, caricato su PC in dotazione al Servizio Aree Verdi e poi Suolo Urbano, che si spera ancora in funzione ed aggiornato con costanza.

E dunque: se il sopralluogo, fotografato e ben raccontato sui media, ha valore di sensibilizzazione verso la comunità intera, bene. Ma il contrasto all’impoverimento arboreo pubblico richiede soprattutto un piano, un progetto: a partire dalla manutenzione dei prati, dei giardini il cui degrado è sotto gli occhi di tutti. Va ricordato, poi, che c’è una legge, la numero 10 del 2013, “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”, che affida al sindaco, due mesi prima della scadenza naturale del mandato, il compito di rendere noto il “bilancio arboreo” del suo Comune, indicando il rapporto fra il numero degli alberi piantati in aree urbane di proprietà pubblica rispettivamente al principio e al termine del mandato stesso, dando conto dello stato di consistenza e manutenzione delle aree verdi urbane di propria competenza.

Quella stessa legge che prevede la redazione di piani del verde pubblico e privato, in parallelo ai piani regolatori, con relativi regolamenti di attuazione e manutenzione. E anche “ogni azione finalizzata a favorire l'assorbimento delle emissioni di anidride carbonica (CO 2 ) dall'atmosfera”: poiché è risaputo che le piante sono formidabili nell’assorbire inquinanti; e Asti è nella parte alta della classifica delle città più avvelenate dallo smog.

Beppe Rovera

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