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Attualità | 12 marzo 2019, 18:59

Quota 100: al momento sono state presentate 86000 domande e 31800 nel pubblico. La situazione all'interno di Inps è allarmante

Il Comitato provinciale Inps in una nota esprime dubbi sulla situazione

Quota 100: al momento sono state presentate 86000 domande e 31800 nel pubblico. La situazione all'interno di Inps è allarmante

Il Comitato provinciale Inps di Asti entra in merito a "Quota 100", ovvero la possibilità di andare in pensione con 62 anni di età e 38 di contributi.

"Quota 100 - spiega il comitato - è un elemento che introduce ulteriore flessibilità di accesso alla pensione, pur non corrispondendo in modo omogeneo alle esigenze di lavoratori e lavoratrici, un' opportunità per lavoratori con carriere continue e strutturate,mentre risulta non sufficientemente esaustiva per le donne e per alcuni settori".

“Quota 100 -  spiega il presidente del Comitato provinciale Inps Cesare Luigi Brolis -  si traduce in un’ampia possibilità di fuoriuscita del personale del settore pubblico. Il maggior carico di lavoro per INPS, unito alla diminuzione del suo organico, potrebbe determinare un allungamento nei tempi di definizione delle prestazioni previdenziali".

Al momento al livello nazionale risultano presentate oltre 86000 domande, delle quali ben 31800 nel solo settore pubblico. La situazione all’interno dell’Istituto sembra essere particolarmente allarmante, in quanto le uscite del personale andranno ad aggravare una situazione già oggi al limite del collasso.

In Piemonte, infatti, come evidenziato nel Bilancio Sociale predisposto dalla sede Regionale, l’organico del Personale risulta ridotto di oltre il 20% con riferimento ai dati (stessa fonte) 2010.

Il Comitato precisa che i "riferimenti all’organico INPS sono al netto del personale ex INPDAP pervenuto dopo il 2011 e dedicato prevalentemente alla gestione del settore pubblico.

Nel 2019, inoltre, secondo i dati forniti a livello Nazionale, anche 150 medici beneficeranno dell’anticipo pensionistico".

Il Comitato Provinciale, prende atto che il blocco del turn-over per tutto il 2019, così come annunciato dal Governo, determinerà un aumento dei carichi di lavoro con ripercussione sui tempi di evasione delle prestazioni ed esprime preoccupazione sul livello del servizio verso l’utenza.

Nel contempo, considerate le difficoltà del paese, invita la struttura dell’Istituto ad esaminare e mettere in atto, anche attraverso una formazione mirata del personale alla luce delle nuove tecnologie, soluzioni tese a garantire tempi certi per l’erogazione delle prestazioni.

Redazione

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