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Sanità | 15 marzo 2019, 10:38

Il tema sanità scalda l'astigiano. Reazioni e considerazioni

L'ospedale Cardinal Massaia di Asti

L'ospedale Cardinal Massaia di Asti

 

Dopo il nostro articolo di qualche giorno fa (e altri usciti successivamente), in cui, tenuta presente la buona sanità piemontese, si sono segnalati alcuni episodi critici sul Pronto soccorso, ci sono state diverse reazioni nel mondo politico astigiano.

Bilanci, Tempi di Attesa, Tempo Zero vengono analizzati e discussi. Vi riportiamo integralmente quanto giunto in redazione.

LA REAZIONE DELL'ASSESSORE REGIONALE ALLA SANITA' ANTONIO SAITTA CON LA VICEPRESIDENTE ANGELA MOTTA E L'ASSESSORE GIORGIO FERRERO

Gentile redazione , ci sembra opportuno intervenire in seguito ad alcune affermazioni del tutto fuorvianti sulla situazione della sanità ad Asti, sulle sue prospettive future e sul ruolo della Regione Piemonte in questi anni.

Occorre innanzitutto ricordare in quale situazione si trovasse la sanità piemontese nel 2014, all’inizio del mandato Chiamparino: pre-commissariata dal Governo, con un quadro economico drammatico in cui mancavano i bilanci delle Asl dei due anni precedenti, senza la possibilità di sostituire il personale sanitario andato in pensione e senza la possibilità di effettuare investimenti di ogni genere.

Solo il lavoro di questi cinque anni ci ha permesso di riportare ordine nei conti, attraverso la riduzione degli sprechi e il miglioramento dell’organizzazione dei servizi, e quindi di uscire dal piano di rientro imposto dal Governo. L’uscita ha consentito lo sblocco delle assunzioni di medici e infermieri, per cui lentamente si sta tornando ai livelli precedenti al commissariamento, e la ripresa degli investimenti sugli ospedali, pensiamo ai parchi della Salute di Torino e Novara, all’ospedale di Verduno, al presidio sanitario della Valle Belbo.

Tutto questo coniugando la qualità delle prestazioni: a gennaio il Ministero della Salute ha assegnato alla sanità piemontese il primo posto in Italia per il livello dell’assistenza erogata, secondo la graduatoria della “Griglia Lea”.

Non si può dunque che ringraziare tutto il personale che lavora nel sistema sanitario piemontese, per la grande capacità e professionalità dimostrata in questi anni che hanno richiesto impegno e grandi sacrifici. In questo quadro la sanità astigiana continuerà ad essere anche in futuro una delle eccellenze della sanità regionale, grazie anche al lavoro di potenziamento fatto negli ultimi cinque anni.

L’ospedale può contare su reparti come Cardiologia, Ostetricia e Ginecologia, Medicina interna e altri della medesima importanza, il cui valore è ampiamente riconosciuto anche al di fuori dei confini provinciali. Dal 2016 è dotato di un nuovo Centro di Senologia e ha attivato la possibilità per i pazienti di pagare i ticket e ritirare i referti on line.

I servizi informatici attualmente in funzione non sono minimamente a rischio e sono stati prorogati fino al 2020 e con un risparmio annuale per la sanità pubblica di oltre 200mila euro annui, a parità di qualità. Lo stesso discorso vale per il laboratorio analisi, la cui attività non è in discussione: la revisione della rete regionale, è bene precisarlo, non ha infatti riguardato in alcun modo i punti prelievo e i servizi per il cittadino, che sono stati mantenuti nel numero e nella dislocazione precedente, né il personale impiegato nei laboratori.

L’Asl di Asti è poi impegnata nel piano di riduzione dei tempi di attesa per visite ed esami varato dalla Giunta regionale, i cui primi risultati si vedranno a partire dai prossimi mesi. In quest’ottica l’Asl sta lavorando per migliorare il sistema del “tempo zero” che consente l’accesso diretto, senza dimenticare però che si tratta di una risorsa e di uno strumento che ha dimostrato ampiamente la sua utilità. Ricordiamo, ad esempio, provvedimenti come l’apertura al pomeriggio delle sedute per Oculistica e Dermatologia e la riserva del mercoledì per i cittadini della provincia che servono a rispondere in maniera più appropriata alle esigenze dei pazienti.

In tutto l’Astigiano sono state attivate in questi anni 11 nuove piazzole per l’atterraggio notturno dell’elisoccorso 118 e sono partiti i progetti per l’avvio o l’ampliamento di 6 Case della Salute.

Come non sottolineare, infine, l’importante investimento sul polo sanitario della Valle Belbo, il cui cantiere era bloccato perché la precedente amministrazione regionale, è bene non dimenticarlo, aveva revocato i fondi. La Giunta regionale ha stanziato 28 milioni di euro che serviranno finalmente a completare l’opera. Ci pare evidente, dunque, come in questi anni la Regione Piemonte abbia dedicato massima attenzione nella tutela e nello sviluppo della sanità ad Asti e nel territorio dell’Asl di competenza. Riteniamo invece che alcune polemiche fine a se stesse non vadano certo nell’interesse dei pazienti ma gettino soltanto discredito su una struttura come l’ospedale di Asti, dove operano con impegno e capacità grandi professionisti.

Antonio Saitta – assessore Sanità Regione Piemonte, Giorgio Ferrero – assessore Agricoltura Regione Piemonte, Angela Motta – vicepresidente Consiglio regionale Piemonte

LA CONSIGLIERA ANGELA QUAGLIA CAMBIAMO ASTI

 I giornali locali riportano, in questi giorni, ampi servizi sulla situazione ospedaliera: dall’affollamento del Pronto Soccorso, alle code all’alba per le visite a Tempo Zero e alle lunghe liste di attesa per la diagnostica e per gli interventi.

Purtroppo non sono novità ma problematiche che si ripresentano periodicamente e , in alcuni casi con maggiore intensità, in particolari periodi dell’anno. Premetto che considero la sanità né di destra né di sinistra.

In una logica di assistenza universale tutti i cittadini sono uguali di fronte al bisogno di tutela della salute ma la carenza di personale, i macchinari vetusti, un’organizzazione non all’altezza delle richieste penalizzano sicuramente i cittadini più deboli, quelli che, ad esempio, non hanno le possibilità economiche per curarsi con visite private e ricoveri in cliniche costose.

Nel 2014, quando la Giunta Regionale deliberò il ridimensionamento del nostro Ospedale, con la riduzione di Reparti e di specialità, fui tra gli organizzatori di un movimento di protesta in opposizione a quelle scelte.

Si mobilitarono in tanti, allora. Furono raccolte 35mila firme e la cancellazione di alcune importanti specialità venne fermata. Da allora, tuttavia, il depauperamento del nostro Ospedale è continuato in modo lento ma strisciante.

Un esempio per tutti è la questione dell’informatica e del Laboratorio Analisi su cui ha già scritto la collega Amasio. Ma ci sono molte altre questioni che toccano da vicino la vita dei cittadini e sulle quali, nonostante una lettera di altri due colleghi consiglieri ( Anselmo e Passarino) non c’è stato cenno di risposta da parte di nessuno.

Sono convinta che solo una mobilitazione corale ( come fu nel 2014) possa smuovere dalle poltrone coloro che dovrebbero occuparsi della Sanità .

Mi riferisco al Direttore Generale ma anche al Sindaco e all’assessore Cotto, una volta attivissima sentinella del mercoledì in ospedale e, oggi, stranamente silente. E pensare che all’atto dell’insediamento della Giunta Rasero era stato istituito un apposito assessorato alla Sanità, affidato a lei, con il compito di monitorare la situazione ed essere la voce dei cittadini nei confronti della dirigenza sanitaria.

Credo che sia ora che qualcuno, se c’è, batta un colpo e dia risposte ad alcuni semplici ma fondamentali quesiti: Quando verranno indetti i concorsi per i posti di Primario resisi vacanti? Si può ragionevolmente pensare che un Primario facente funzione possa avere la stessa efficacia organizzativa di un Primario a tutti gli effetti? Quando arriveranno risposte e scelte efficaci sul tempo zero?

O dobbiamo rassegnarci al FarWest mattutino al piano -1 del Massaja perché non si ha il coraggio di ammettere che occorre ripristinare “agende di prenotazione” per tutte le specialità? Liste di attesa : sia per la diagnostica che per gli interventi i tempi sono biblici.

Come si pensa di accelerare per dare risposte efficaci ai cittadini? Pensionamenti: si parla di circa 200 pensionamenti nei prossimi mesi. Come si pensa di sopperire alla mancanza di personale, a cominciare dagli infermieri? Un’ultima considerazione.

Sono sempre più numerosi gli episodi di “maleducazione” da parte di utenti nei confronti di medici e infermieri. Risposte e provvedimenti veri servirebbero anche a diminuire livelli di aggressività non più tollerabili nei confronti degli operatori.  

Angela Quaglia- consigliere comunale CambiAMO Asti

 

Redazione

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