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Attualità | 16 marzo 2019, 18:49

San Damiano: in pieno svolgimento i lavori di restauro del Bastione difensivo del paese

L'intervento di recupero, iniziato nel settembre scorso, ha comportato un investimento di circa 160.000 euro

San Damiano: in pieno svolgimento i lavori di restauro del Bastione difensivo del paese

Dovrebbero concludersi entro poche settimane gli interventi di recupero del bastione sandamianese costruito nell’anno 1.275, anno di fondazione del paese che lo scorso 31 gennaio 2018 è stato insignito con il titolo di Città dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

A darne l’annuncio è il primo cittadino, Mauro Caliendo che, di concerto con la Giunta comunale, ha fortemente voluto il restauro. Il progetto di recupero prevedeva la riqualificazione di un’area vasta, ovvero la piazza 1.275 rimessa a nuovo attraverso il restauro del bastione, il restauro della scalinata del 1.885, i nuovi marciapiedi, l’illuminazione artistica ed il nuovo centro polifunzionale 'Foro boario'.

Il costo dell’intervento ammonta a circa 160 mila euro, i lavori sono iniziati a settembre scorso e finiranno entro fine mese. Oltre alla evidente bellezza estetica occorre altresì rimarcare che l’intervento ha fatto sì che il sito fosse messo in sicurezza dal rischio di caduta mattoni: per lo scopo sono stati fondamentali gli interventi di “ricucitura” dei mattoni ancora utilizzabili. La superficie, dunque, ora è omogenea e uniformata, pur mantenendo la storicità intrinseca.

Il sindaco, evidenzia l’importanza dell’azione di recupero storico: “L’opera certamente imponente era necessaria per due motivi: quello della sicurezza e quello maggiormente importante del rispetto delle origini. La radici sono importanti e tutti noi, prima o poi, le vogliamo ritrovare. Cesare Pavese lo ha descritto esemplarmente. Come anche Sorrentino, nel magistrale film “La grande bellezza”. La nostra storia è importante. Fondamentale. Noi abbiamo fatto questo, rispettare le nostre origini.

Per me il 1275, anno di fondazione della città, è sacro. E’ evidente poi che quella piazza, bistrattata per decenni, ha avuto una luce nuova. Era un gioiello dimenticato da tutti e noi lo abbiamo fatto brillare. Se penso che avrei potuto cedere alla insistenze di chi voleva mantenere il mercato coperto come era allora rispetto al Foro Boario attuale, mi sento sollevato. Era una follia. Nemmeno io, nelle mie notti insonni, avrei immaginato una piazza così bella. Semplicemente faticavo a ‘vedere’ il potenziale della storia”.

Redazione

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