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Cultura | 14 aprile 2019, 15:56

Ciak, si gira a Montiglio Monferrato: le colline astigiane diventano set di un film [VIDEO]

‘Qui non si muore’, opera seconda del regista torinese Roberto Gasparro, vedrà protagonisti quattro arzilli vecchietti decisi a ‘far rinascere’, ad ogni costo, un piccolo borgo

Una veduta di Montiglio Monferrato tratta da Wikipedia

Una veduta di Montiglio Monferrato tratta da Wikipedia

Martedì pomeriggio, alle 18, il Salone ‘MonteExpo’ di Montiglio Monferrato ospiterà la presentazione del film “Qui non si muore” che il regista torinese Roberto Gasparro girerà interamente nel paese astigiano - nato vent’anni fa dall’unione di Colcavagno, Montiglio e Scandeluzza - dal 23 aprile al 25 maggio.

Insieme al giovane e promettente autore, saranno presenti alla cerimonia-conferenza stampa alcuni interpreti della pellicola (ovvero Margherita Fumero, Franco Barbero, Giorgio Serra e Alessandro Gamba), il sindaco Dimitri Tasso in rappresentanza dell’Amministrazione comunale, gli sponsor del progetto e i partner dell’Amministrazione, tra cui il direttore dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero Mauro Carbone, il Consigliere della Fondazione CRT Francesco Mattioli e il giornalista e critico musicale Maurizio Scandurra. Mentre dalle 20.30 è in programma la programmazione, riservata agli abitanti del paese, del lungometraggio d’esordio di Gasparro, ‘Il cielo guarda sotto’, in programmazione nelle sale italiane dallo scorso marzo.

L’opera seconda dell’autore racconterà le vicende di tre ex partigiani e un ex militante fascista che decidono di ripopolare il loro borgo, abbandonato da tutti i giovani. Nel paese, infatti, vivono solo più 39 persone, tutte ultrasettantenni, e non si registrano nascite da oltre 30 anni. Così, durante una delle loro serate di festa, i quattro eccentrici vecchietti (interpretati dalla Fumero, Lina Bernardi, Franco Barbero e Giorgio Serra) ‘tramano’ per far eleggere sindaco il figlio di una di loro: un giovane ingegnere informatico, omosessuale con molte idee in testa.

Mentre il ragazzo torna al borgo per trovare la mamma, che crede gravemente malata, gli altri anziani gli sottraggono i documenti dalla giacca e lo candidano, a sua insaputa, a sindaco del paese. Eletto, in un primo momento Simone propenderà per dimettersi, sentendosi tradito anche da sua madre, ma poi ci ripenserà accettando di amministrare il piccolo Comune. Impegnativo compito nel quale verrà supportato da don Gaetano, interpretato dal premio David di Donatello Tony Sperandeo, sacerdote di ampie vedute messo ‘al 41 bis’ (con evidente e ironico richiamo all’articolo che regolamenta il ‘carcere duro’ per i detenuti mafiosi) dalla Curia.

Simone e l’intraprendente parroco – con il supporto dei quattro arzilli vecchietti, nel frattempo nominati assessori e instradati all’utilizzo di Internet – riuscirà a promuovere nel migliore dei modi il bellissimo territorio, facendo diventare il paese decisamente ‘trendy’ e facendo registrare il censimento di due nuovi abitanti. Una coppia che qualche mese dopo darà alla luce un nuovo nato, chiamato Salvatore su spinta di don Gaetano. Se non che, quando tutto sembra volgere per il meglio, Simone verrà arrestato...

Redazione

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