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Enogastronomia | 14 aprile 2019, 14:35

Pasqua a “Km 0” con gli allevamenti del Consorzio Allevatori Caprini del Piemonte

I capretti garantiti dal Consorzio, costituitosi lo scorso anno ad Asti, si trovano nelle migliori macellerie a circa 18 euro/kg

L'etichetta dei capi garantiti dal Consorzio

L'etichetta dei capi garantiti dal Consorzio

Da quest’anno, per il pranzo di Pasqua, si potrà scegliere il capretto 100% astigiano, commercializzato nelle macellerie con il logo del Consorzio Allevatori Caprini del Piemonte, raffigurante la regione subalpina con le corna di un capretto. Con la certezza di poter gustare una carne delicata, gustosa e facilmente digeribile grazie al suo basso contenuto di grassi.

Era il 2 marzo dello scorso anno quando, di fronte a un notaio astigiano, un gruppo di allevatori piemontesi capitanati da Simone Grappiolo, di Roccaverano, costituirono il Consorzio che oggi può vantare un prodotto di estremo valore e con le massime garanzie qualitative e sanitarie. “Possiamo arrivare sulle tavole dei piemontesi – spiega Grappiolo - praticamente a chilometro zero e questo è una bella distintività rispetto a tanta carne di minor qualità che arriva dall’estero dopo aver percorso migliaia di chilometri”.

Il capretto Piemonte viene allevato per 60 giorni ed ha un peso variabile da 11 a 16 chili. Gli allevamenti nell’Astigiano sono dislocati un po’ in tutti i comuni della provincia e in particolare nella Langa e nel nord. Per ora hanno aderito al sodalizio 18 allevatori per un totale di 6 mila capi produttori di latte e 10.000 capretti, ma molti altri allevatori hanno già fatto richiesta di iscrizione al nuovo Consorzio promosso da Coldiretti insieme ad Arap (l’Associazione degli Allevatori del Piemonte).

“Dopo aver portato alla ribalta il latte e i grandi formaggi caprini con in testa il Roccaverano – evidenzia Marco Reggio, presidente di Coldiretti Asti – si sentiva l’esigenza di portare all’attenzione dei consumatori l’alta qualità della carne dei capretti nostrani. Per questo è stato costituito il Consorzio Allevatori di Caprini del Piemonte ed ora comincia a farsi notare il marchio identificativo che non può che destare grande interesse da parte dei consumatori. Il tutto rappresenta un importante strumento di promozione sul territorio e il volano per far crescere economicamente il comparto”.

D’altra parte il comparto caprino piemontese è in crescita: sono 150 gli allevatori professionali con 25 mila capre in produzione. “Il nostro non è solamente un interesse economico – puntualizza Grappiolo – ma è anche un discorso culturale che vogliamo portare avanti con convinzione all’attenzione dei consumatori. Per questo lavoriamo per aumentare ulteriormente la qualità delle produzioni e attivare opportuni sistemi di certificazione all’insegna della naturalezza”.

Per le festività, quindi, si possono trovare i primi capretti 100% Piemonte e, sul nostro territorio, 100% dell’Astigiani. Naturalmente per il momento la disponibilità sarà limitata, anche per consentire che il costo non si discosti da prodotti congelati che arrivano dall’estero dopo aver percorso migliaia di chilometri. Un capretto nostrano, che giunga direttamente dall’allevatore o che venga acquistato nelle macellerie di alta qualità, costerà indicativamente 18 euro al chilogrammo.

Redazione

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