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Cronaca | 17 aprile 2019, 13:09

Quattro rinvii a giudizio per una tentata truffa a danno della Cassa di Risparmio di Asti

Gli imputati, tre torinesi e un albese, sono accusati di aver chiesto un finanziamento presentando dei documenti poi rivelatisi falsi

Quattro rinvii a giudizio per una tentata truffa a danno della Cassa di Risparmio di Asti

Dovranno difendersi dall’accusa di aver tentato una truffa in danno della Cassa di Risparmio di Asti (ora Banca d'Asti) le quattro persone citate in giudizio dal procuratore presso il tribunale astigiano Simona Macciò.

Alla base della vicenda la richiesta di un finanziamento presentato da S. I., residente a Torino, che presentatasi a uno sportello dell’istituto aveva chiesto di poter ottenere un prestito personale per l’importo di 18mila euro.L’addetto della banca aveva avviato la relativa pratica chiedendo le garanzie di prassi. La donna avrebbe quindi inoltrato all’istituto quelle che si sarebbero presto rilevate false buste paga relative a una prestazione lavorativa ricondotta al periodo compreso tra luglio e settembre 2015, ma secondo gli inquirenti mai avvenuta, nonché un documento fiscale, una Certificazione Unica relativa all’anno 2015, anch'esso rivelatosi artefatto. Tutta documentazione che, si sarebbe presto scoperto, era stata fraudolentemente prodotta da un consulente del lavoro, C. S., anch’egli residente nel capoluogo regionale.

La donna l’avrebbe inoltre integrata con la dichiarazione dell’albese R. A., terzo soggetto implicato nel tentativo truffaldino, nelle vesti del presunto datore di lavoro della donna, mentre in qualità di referente dell’inesistente azienda alle cui dipendenze la donna avrebbe operato si indicava, con tanto di numero telefonico, un quarto soggetto, C. T., il quale avrebbe dovuto, in caso di chiamata da parte della banca, attestare l’esistenza dell’inesistente rapporto lavorativo.

R. A. è difeso dall’avvocato albese Roberto Ponzio, C. S. dall’avvocato Valentino Schierano del foro di Torino, C. T. da Maria Franca Mastrogiorgio, anch’ella dal foro di Torino, S. I. è difeso d’ufficio da Maurizio Borgogno del foro di Asti.

Concluse le indagini, i quattro dovranno comparire davanti al giudice, dottoressa Claudia Beconi, all’udienza convocata per il prossimo 9 settembre.

Ezio Massucco

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