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Politica | 24 aprile 2019, 18:32

In Europa un voto per "La sinistra". La presa di posizione dell'associazione A Sinistra - Casa del Popolo sulle prossime elezioni europee e regionali

"In Piemonte, si chiedono, è possibile un voto contro la destra?"

In Europa un voto per "La sinistra". La presa di posizione dell'associazione A Sinistra - Casa del Popolo sulle prossime elezioni europee e regionali

Riceviamo e pubblichiamo una nota dell' dell'associazione A Sinistra - Casa del Popolo di Asti

Il 26 maggio agli elettori piemontesi verranno consegnate 2 schede. Su una, quella per le elezioni europee, anche gli elettori di sinistra potranno votare con tutti gli organi di senso in funzione, non avranno bisogno di turarsi il naso o bendarsi gli occhi. Ci sarà una lista, “La Sinistra”, chiaramente ispirata ai valori di solidarietà e giustizia sociale; che sceglie la tutela del territorio e dell’ambiente in favore delle generazioni future invece delle cosiddette grandi opere, che di grande hanno solo l’appetito degli speculatori di ogni risma che le sostengono; che sceglie l’accoglienza e l’integrazione anziché l’odio e il razzismo verso chi scappa da condizioni di vita disumane.

La cronica incapacità della sinistra italiana di fare fattore comune sulla gran quantità di cose condivise ha fatto sì che, invece, alle elezioni regionali per il Piemonte non ci siano liste che si ispirino “senza se e senza ma” ai valori sopra richiamati. Una prima sommaria “pesatura” dei candidati a Presidente e delle loro dichiarazioni elettorali ci confinerebbe nella schiera di coloro che annullano la scheda o la consegnano bianca o si astengono dal voto, e non è detto che non finisca così.

I 5 stelle, che pure tanti voti hanno raccolto a sinistra, hanno dimostrato alleandosi con Salvini, salvandolo dal giusto processo sul caso Diciotti, sostenendo, e facendo spesso proprie, tutte le politiche reazionarie del loro ingombrante alleato, di rappresentare una deriva preoccupante se non ancora pericolosa.

Chiamparino ha fatto del TAV il suo unico cavallo di battaglia elettorale, con una supponenza e un’arroganza degne del peggior Renzi. Per come si è presentato fino ad oggi è, oggettivamente, INVOTABILE!

L’elettorato di sinistra è però particolarmente, e giustamente, sensibile al rischio di un Nord completamente in mano alla Lega, un partito che dimostra ogni giorno la sua essenza reazionaria e razzista. Un partito che ha fatto della guerra dei penultimi (gli Italiani che stanno peggio, quelli del Sud e quelli delle periferie delle grandi città) contro gli ultimi (gli immigrati) una straordinaria macchina di consenso elettorale. Quelli tra di noi che nel segreto dell’urna potrebbero essere colti da un rigurgito “frontista” nei confronti di questa destra becera, sarebbero contenti di sentir pronunciare a Chiamparino qualche parola, se non proprio di sinistra (come invocava qualche anno fa Moretti), almeno di decenza democratica e vagamente progressista.

Ad esempio:

  • Chiamparino è contrario o favorevole all’indecente percorso parlamentare, iniziato con il governo Gentiloni, che vorrebbe concedere autonomia a Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna su materie (fisco, istruzione, sanità ecc.) che fanno di un Paese uno Stato unitario?

  • Chiamparino è disponibile a subordinare il suo desiderio di alta velocità ad un piano regionale e anche nazionale di “Mobilità a basso impatto ambientale” che invece di investire in una unica grande opera, il TAV, decine di miliardi di euro possa attivare le centinaia di cantieri necessari a riammodernare il nostro dissestato sistema ferroviario, ripristinando linee dimesse, come ad esempio la Asti- Alba, offrendo un’alternativa vera alle migliaia di pendolari che quotidianamente si spostano per lavoro, studio, salute e altro?

  • La cura delle persone è importante. La qualità della vita degli anziani, dei malati, dei disabili, è ormai esclusivamente legata alla capacità di spesa loro o delle loro famiglie. Una politica di investimenti basata solo sui grandi centri esclude spesso le fasce più deboli dall’accesso a cure appropriate. Vogliamo una società in cui il benessere delle persone sia un indice più importante del PIL. Chiamparino è disponibile a rivedere la politica sanitaria che fin qui ha penalizzato i piccoli centri, come Asti, per concentrare risorse in favore di progetti sempre più torinocentrici? Etc, etc…

Probabilmente non voteremo nessuno dei candidati a Presidente della Regione Piemonte. Il Presidente Chiamparino ha la possibilità di insinuarci qualche dubbio: lo farà?

Associazione “A Sinistra” – Casa del Popolo

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