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Cultura | 04 maggio 2019, 07:30

Viviamo in un posto bellissimo: la Pieve de’ Ponte

Nuovo invito ad approfondire la conoscenza di storie e monumenti che hanno arricchito Asti e l’Astigiano, dedicato questa volta alle ricche tradizioni religiose di Costigliole d’Asti

Viviamo in un posto bellissimo: la Pieve de’ Ponte

Il forte legame tra lo spirituale e il bel borgo di Costigliole, parte da lontano: il suo territorio dipendeva, gia da prima dell’anno 1000, dalla potente Diocesi di Pavia, fondata da Siro nella prima metà del IV secolo. Santo leggendario, raccontato nel medioevo come il fanciullo che offre a Gesù i pani e i pesci per il miracolo della moltiplicazione. Con il privilegio di Ottone III del 1217 le vengono confermate molte dipendenze ai margini della diocesi tra cui la cosiddetta Pieve de’ Ponte, con il suo centro proprio a Costigliole e sviluppo su un’ampia zona tra Tanaro, Belbo, Tiglione e Tinella.

Molte le vie di relazione tra la storia del comune e quella dei suoi luoghi di culto, delle sue tradizioni religiose e del territorio, partendo dal santuario della Beata Vergine delle Grazie, in frazione Madonnina e dalla chiesa di Nostra Donna di Loreto.

A pochi passi da Costigliole, ecco allora il santuario della Beata Vergine delle Grazie, edificato nel 1727, dove già esisteva un pilone votivo dedicato alla Vergine. La storia del Santuario è legata ad eventi miracolosi: due soldati scampati a morte certa invocando l'aiuto della Madonna e la guarigione di una giovane pastorella muta. E’ anche detto Nostra Signora di Lù per la vicinanza al Bricco Lù, luogo unico, carico di spiritualità, oltre che eccezionale punto panoramico sull’Astigiano, o Cappelletta delle Sette Vie dal nome del pilone con l'immagine della Vergine, oggi all’interno della chiesa, così detto perché posto su un crocicchio dal 1558, data del primo miracolo.

La chiesa di Nostra Donna di Loreto ha invece origini medioevali. Ampliata a fine ‘500, in stile barocco-rinascimentale, e di seguito arricchita con arredi ed opere d'arte dalle famiglie Verasis ed Asinari, cofeudatarie di Costigliole. Certamente da non perdere al suo interno i dipinti dell’astigiano Pittatore e l’Annunciazione del Caccia.

E ancora, sicuro di tralasciare molto anche solo per limiti di spazio, la chiesa seicentesca della Confraternita di san Gerolamo, dall’imponente altare maggiore marmoreo, sede in passato dell’antica Confraternita dei Battuti Bianchi; la Confraternita dei Battuti Neri con l’ex chiesa della Misericordia; il Museo d’Arte Sacra dove ammirare testimonianze della religiosità e della sensibilità artistica della comunità costigliolese nel corso dei secoli; fino alle varie chiesette campestri disseminate tra colline e vigne attorno al paese, tra cui, sicuramente da vedere, quella di San Michele, d’epoca longobarda, sorta su un antico luogo di culto pagano.

Sperando quindi che, non aveste avuto ancora occasione di approfondire fascino e magia dei luoghi descritti, l’articolo vi offra lo spunto per farlo. Esempi eccezionali della ricchezza del patrimonio culturale, monumentale ed artistico di Asti e dell’Astigiano, a riprova della considerazione che viviamo in un posto bellissimo.

Davide Palazzetti

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