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Cronaca | 10 maggio 2019, 16:16

Firenze: albanese residente ad Asti arrestato con due kg di cocaina purissima [FOTO e VIDEO]

Il 35enne, a bordo di un SUV con una 25enne greca, è stato fermato da una pattuglia della Guardia di Finanza per un normale controllo

Ebryl, cane in forza al Nucleo Cinofilo in servizio all'aeroporto di Firenze (Gruppo Firenze - 1° Nucleo Operativo Metropolitano), durante l'attività

Ebryl, cane in forza al Nucleo Cinofilo in servizio all'aeroporto di Firenze (Gruppo Firenze - 1° Nucleo Operativo Metropolitano), durante l'attività

Ben due chili di cocaina purissima che, una volta immessi sul mercato, avrebbero consentito di confezionare oltre 15.000 dosi di stupefacente per un corrispondente controvalore di oltre 600.000 euro.

“Sfumati” grazie al provvidenziale interventi dei militari del 2° Nucleo Operativo Metropolitano di Firenze – impegnati, sulla Statale Firenze-Pisa-Livorno, in un’attività di monitoraggio della circolazione di auto di grossa cilindrata circolanti sul territorio italiano con targhe estere – che hanno fermato e sottoposto a normale controllo un SUV Range Rover Evoque con con targa olandese. A bordo del quale stavano viaggiando due cittadini anch’essi stranieri: il 35enne K.K., albanese ma residente ad Asti, e la 25enne S.M., nata in Germania ma con passaporto greco.

L’anomalo nervosismo dimostrato dai due ha insospettito i militari operanti che, con l’ausilio di un’unità cinofila, hanno appurato la presenza, nel tettuccio, di un capiente doppiofondo al quale si poteva accedere automaticamente dall’interno dell’auto, opportunamente modificata, premendo il tasto dello sbrinamento del lunotto posteriore.

All’interno dell’intercapedine, i finanzieri toscani hanno rinvenuto due panetti di cocaina purissima, del peso di un chilogrammo ciascuno, posti sotto sequestro. Al netto della brillante operazione, restano ancora molte le domande cui le Fiamme Gialle stanno cercando di fornire risposte.

Ad iniziare da quelle relative l’auto, risultata noleggiata pochi giorni prima in Olanda, sulla quale sono stati effettuati interventi, finalizzati a realizzare il doppiofondo, che richiedono non meno di una decina di giorni di lavoro. Chi ci ha messo mano, infatti, ha realizzato una serie di cablaggi che dal tetto finivano nel vano motore, al fine di rendere fattibile l’apertura dall’interno. Che peraltro avveniva solo con la chiave d’avviamento posta in posizione intermedia. A motore acceso, la pressione del pulsante consentiva effettivamente di sbrinare il lunotto.

Inoltre l’albanese, a carico del quale per il momento non risultano precedenti penali specifici, è stato trovato in possesso di di un particolare smartphone detto “da corriere”. Ovvero un sofisticato Blackbarry con doppio software, particolarmente difficile da “bucare”, che solitamente viene acceso solo nel momento in cui il corriere vuole conoscere la destinazione del suo prezioso carico.

Infine, tra le domande che i magistrati porranno ai due arrestati, ve ne saranno per l’appunto di relative lo stupefacente: da dove proviene? Verso quali “piazze” era destinato? Visto il percorso compiuto dall’auto, partita dal nord Italia e fermata dalla Finanza nei pressi dello svincolo per Lucca, è presumibile fosse destinato alla Versilia, ma anche su questo punto spetterà agli inquirenti far piena luce.

Gabriele Massaro

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