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Cronaca | 11 maggio 2019, 19:22

Nuovo grido d'allarme dell'OSAPP sulla situazione al carcere di Asti

"Sono stati nuovamente lasciati scadere, per decorrenza termini, i procedimenti disciplinari aperti nei confronti dei detenuti per legittima iniziativa del personale di Polizia Penitenziaria", spiega il segretario generale Beneduci

Nuovo grido d'allarme dell'OSAPP sulla situazione al carcere di Asti

Nel carcere di Asti sono stati lasciati scadere nuovamente, per decorrenza termini, i procedimenti disciplinari aperti nei confronti dei detenuti per legittima iniziativa del personale di Polizia Penitenziaria in ordine a comportamenti contrari ai regolamenti interni, nonché riguardanti attività e/o azioni in violazione delle regole afferenti l’ordine e la legalità interni alla struttura.

A lanciare il grido d'allarme è l'OSAPP (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria), per voce del segretario generale Leo Beneduci: "Tale situazione - afferma il sindacalista - è ancora più grave qualora si consideri che, a fronte di così evidente lassismo adottato nei confronti dei detenuti, a loro volta, i procedimenti disciplinari aperti nei confronti del personale di Polizia Penitenziaria sono tutti puntualmente seguiti e comportano nella maggior parte dei casi sanzioni di notevole severità.

Ci spiace registrare che gli accorati inviti rivolti dal Capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria dott. Francesco Basentini e dal Sottosegretario di Stato del Ministero della Giustizia Jacopo Morrone circa l'intensificare il massimo dell'impegno e attenzione, in occasione della loro visita al carcere di Asti, alla fine del mese di aprile, siano rimasti inascoltati.

Chiediamo quindi, agli stessi di accertare le eventuali responsabilità nei confronti della Direzione valutandone l'immediato avvicendamento perché con questo agire si determina grave nocumento per la struttura del carcere Astigiano e per il personale di Polizia Penitenziaria se si considera anche che solo pochi mesi fa erano stati lasciati scadere altri procedimenti e non si era proceduto nei confronti di detenuti sottoposti al regime di "A.S." che si erano rifiutati di entrare in cella".

Comunicato stampa

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