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Eventi | 13 maggio 2019, 09:48

Eugenio Allegri il 17 maggio alle 21 ad Asti nella Chiesa della confraternita della Santissima Trinità e Sant'Evasio

“Una lauda per Frate Francesco” per la rassegna "Le sfide della Fede"

Eugenio Allegri ph. Manuela Giusto

Eugenio Allegri ph. Manuela Giusto

Prosegue il nuovo cartellone della rassegna “Le Sfide della Fede”, spettacoli ad Asti sulla tematica delle sfide della Fede e della cultura nel nostro tempo, promossi dall'Istituto Oblati di San Giuseppe e dal Progetto Culturale della Diocesi di Asti, con la direzione del Teatro degli Acerbi.

La rassegna è sostenuta dalla Fondazione CRAsti, dalla Fondazione CRT e da numerose aziende locali. Tra i partner la Pastorale Giovanile della Diocesi di Asti, la Pastorale Universitaria e le Comunicazioni Sociali della Diocesi di Asti.

“Sfide” tra ragione e Fede, tra l’uomo e Dio.

La rassegna costituisce una proposta culturale riconosciuta a livello provinciale del tutto trasversale e complementare alla programmazione negli altri luoghi culturali astigiani, sia per la tematica, sia per l’uso e la trasformazione di spazi fuori dai teatri, sia per il linguaggio di rappresentazione.

Venerdì 17 maggio alle ore 21, nella Chiesa della confraternita della Santissima Trinità e Sant'Evasio (via Cavour), Eugenio Allegri ed il Maestro Ramberto Ciammarughi proporranno “Una lauda per Frate Francesco”.

La rassegna arriva in un luogo inedito per Asti, molto evocativo, nei pressi del centro storico. Si tratta di una chiesa cattolica in stile barocco piemontese, costruita a fianco del vecchio ospedale di Sant'Evasio.

Sono distinguibili due fasi della chiesa: la prima databile tra il XVI e il XVII secolo sulla primitiva costruzione medievale, con interventi rivolti principalmente all'interno, e la seconda, quella barocca, su progetto di Giovanni Antonio Guggia, principalmente concentrata al rifacimento della facciata.

La chiesa, custodita con grande cura, è tuttora la sede della Confraternita detta dei battuti rossi, l'unica ancora attiva ad Asti.

Eugenio Allegri, attore e maestro delle scene italiane, è ben noto al pubblico astigiano in particolare per essere in scena con il “Novecento” di Baricco. Questa lauda, concepita per un solo quadro musicale, è un piccolo tributo personale da parte di un attore e un musicista verso il grande santo di Assisi.

Uno sguardo rivolto verso la figura di Francesco, giullare, cantore e poeta. San Francesco, nelle pagine che ci ha lasciato, si è premurato di liberare la luce delle sue laudi verso ogni direzione.

"Laudi all’altissimo creatore, ma anche alle cose più semplici di questo mondo. La mia modesta lauda, in quello che potrebbe sembrare un atto di riconoscenza, è rivolto direttamente a lui. A lui che ha lodato tutto e che, ringraziando ogni creatura, di ogni piccolo elemento ha, in fondo, regalato all’umanità un nuovo significato da dare all’esistente. Io non sono, certo, quello che si potrebbe definire un uomo di fede; la mia è una storia di una persona laica, e altrettanto laica è la mia concezione della vita. Tuttavia, quella che ho scritto, può essere considerata una preghiera. Nei miei pensieri privati, spesso la definisco una preghiera laica. O forse è solamente un ventaglio di idee disordinate e successivamente ricomposte e organizzate in forma di “melologo”; si tratta di idee semplici e, nel gioco delle urgenze creative e formali di un musicista, sono state, poi, sistemate attorno a un nucleo di brevi pensieri musicali e di pure melodie. Il suono di un pianoforte, la voce di un attore, cercheranno di restituire quell’insieme di intuizioni, di motivi spirituali e di riflessioni che mi ero ripromesso di condividere con tutti quelli che lo volessero".

L'ingresso è gratuito.

Redazione

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