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Solidarietà | 15 maggio 2019, 17:39

“Co.Al.A.”: Il nuovo bando sull’accoglienza dei richiedenti asilo riduce il nostro lavoro a un dormitorio

Angela Bosio, presidente del consorzio, esprime un giudizio molto critico: "Non è questione di prezzo, pesantemente abbattuto, ma soprattutto di servizi tagliati"

Angela Bosio, presidente del consorzio “Co.Al.A.”

Angela Bosio, presidente del consorzio “Co.Al.A.”

Il consorzio “Co.Al.A” di Asti ha comunicato che non parteciperà al bando sull’accoglienza dei richiedenti asilo, emanato dalla Prefettura di Asti, in scadenza domenica 19 maggio. Prima di analizzare le ragioni che hanno portato a questa decisione, va ricordato che dal 2014 “Co.Al.A” ha accolto e accompagnato circa 300 richiedenti asilo, bambini, donne, uomini, provenienti dal Pakistan e da tanti Paesi africani.

E che – sottolineano dal consorzio - grazie alle attività consentite dai vecchi bandi, l’integrazione è andata a buon fine per la maggioranza delle persone ospitate nelle piccole strutture gestite dal consorzio e da alcune cooperative sociali ad esso aderenti. L’80 per cento delle persone che hanno ottenuto il permesso è infatti pienamente inserito nella comunità locale.

La presidente del consorzio Co.Al.A Angela Bosio esprime un giudizio netto sul nuovo bando: “Non è solo un problema di prezzo, che è stato pesantemente abbattuto, ma soprattutto di servizi che sono stati tagliati: il bando non consente più di svolgere alcuna attività, a parte la mera accoglienza, riducendo così il nostro lavoro a quello di un dormitorio. Che cosa ne sarà di queste persone, se non hanno la possibilità di formarsi? Oltretutto quale sicurezza si potrà garantire sul territorio, se non attraverso l’integrazione? Si tenga infine conto che molti medicinali, anche quelli per l’infanzia, non saranno più disponibili gratuitamente, e non sono più previsti i corsi di italiano”.

Nel consorzio Co.Al.A. hanno lavorato per questi servizi tredici persone, che ora solo in parte saranno ricollocate ad altre attività, mentre almeno quattro perderanno il lavoro. “Non soltanto - conclude Angela Bosio – si consideri che abbiamo acquistato nell’astigiano tutti i prodotti necessari allo svolgimento di questo servizio, e anche l’indotto ne risentirà”.

Redazione

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