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Attualità | 18 maggio 2019, 09:57

La Cia di Asti in Prefettura chiede radicale riforma della legge sulla fauna selvatica

"La questione dei danni da selvatici è insostenibile e la crescita esponenziale"

Pippione e Murgia con Alessandro Durando e il vice prefetto

Pippione e Murgia con Alessandro Durando e il vice prefetto

Anche la Cia di Asti scende in campo per la campagna nazionale di riforma della legge 157/92 sulla gestione della fauna selvatica.
Ieri il vicepresidente di Cia Piemonte e presidente provinciale Cia Asti, Alessandro Durando, insieme al direttore provinciale Marco Pippione e al presidente Ambito territoriale Caccia di Asti, Antonello Murgia hanno incontrato il prefetto vicario Raffaele Sirico.

"La questione dei danni da selvatici  - spiegano - è diventata insostenibile pressoché su tutto il territorio italiano e se ne hanno casi sempre più frequenti anche nell’Astigiano. La crescita dell’incidenza dei danni è esponenziale. Ogni valutazione o stima viene immediatamente superata nei fatti. E’ sempre più evidente che le attuali politiche, orientate alla mera conservazione della fauna, dimostrano la loro totale inadeguatezza a governare questi processi e a contenere i danni".

I punti fondamentali del documento riguardano: la sostituzione del concetto di “protezione” con quello di “gestione”; la ricostituzione del Comitato tecnico faunistico venatoriopresso la Presidenza del Consiglio dei Ministri; la distinzione delle attività di gestione della fauna selvatica da quelle dell’attività venatoria; l’annullamento delle deleghe sulle attività di controllo della fauna selvatica all’attività venatoria; il rafforzamento dell’autotutela degli agricoltori; il risarcimento totale del danno.

Redazione

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