/ Sanità

Che tempo fa

Cerca nel web

Sanità | 21 maggio 2019, 14:12

Piemonte e Puglia pronti a stringere un accordo sulle gare d'acquisto dei farmaci

L'obiettivo dell'accordo è di estendere l'apertura del mercato con conseguente riduzione dei prezzi

Piemonte e Puglia pronti a stringere un accordo sulle gare d'acquisto dei farmaci

Il Piemonte e la Puglia sono pronti a stringere un accordo sulle gare di acquisto dei farmaci, con l’obiettivo di estendere l’apertura del mercato alla concorrenza e dunque ridurre i prezzi, consentendo di reinvestire le risorse risparmiate nella cura dei pazienti.

Attraverso un’apposita convenzione, la Regione Puglia si aggregherà alle procedure di gara che la Regione Piemonte bandirà in futuro attraverso la società di committenza Scr.

L’intesa generale con la Puglia va ad aggiungersi ad una serie di collaborazioni che la Regione Piemonte ha avviato nei mesi scorsi con diverse regioni italiane per l’acquisto di farmaci biosimilari ed equivalenti o di dispositivi medici. Nel corso del 2018 Scr Piemonte ha infatti effettuato 17 gare a cui si sono aggregate una o più regioni (in tutte la Valle d’Aosta, 16 volte il Lazio, 4 volte la stessa Puglia, in 3 casi il Molise, 2 volte la Sardegna, in un caso il Veneto e la Provincia di Bolzano).

È il risultato della proposta che nel novembre 2017 l’assessore regionale alla Sanità, anche in qualità di coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, aveva avanzato a tutte le regioni. Come sottolinea l’assessore, unirsi per indire bandi comuni è un aspetto estremamente importante, perché attraverso le gare si possono mettere in moto processi di aggregazione in grado di incidere sul mercato. Con i risparmi ottenuti, inoltre, è possibile finanziare l'acquisto e l'utilizzo dei farmaci oncologici innovativi.

Nel 2018 le 17 gare effettuate da Scr a cui si sono aggregate altre regioni hanno consentito al servizio sanitario nazionale un risparmio complessivo di 64 milioni di euro. L’importo aggiudicato è stato infatti pari a 81 milioni di euro, con una riduzione dei costi del 56% rispetto ai 145 milioni calcolati inizialmente utilizzando i fabbisogni e i prezzi aggiudicati in precedenza.

In alcuni casi i risparmi sono stati decisamente superiori. Ad esempio per l’adalimumab, un farmaco biologico usato per malattie come l’artrite reumatoide, l’artrite psoriasica e il morbo di Crohn, il cui costo a confezione si è abbassato attraverso l’effettuazione di una gara da 866 a 293 euro ed è stato poi ulteriormente ridotto a 197 euro in seguito a una ricontrattazione diretta. Il risparmio definitivo è stato dunque del 77%.

Per il biosimilare pegfilgrastim, un farmaco immunostimolante utilizzato per i pazienti oncologici, il risparmio è stato del 76%. Attraverso la gara per l’acquisto, il prezzo unitario è infatti sceso da 592 a 141 euro.

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium