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Cronaca | 24 maggio 2019, 12:35

Coca e crack in quantità, ma solo a clienti fidati: ulteriori retroscena dell'operazione "Drug Queen"

L'unico modo per entrare in contatto con gli spacciatori era venir presentati da qualcuno già cliente. Tra le cessioni anche una a padre e figlio e ad un imprenditore che l'ha acqistata per una cena aziendale

Una cessione avvenuta in corso Volta, nei pressi di una delle due basi della rete di spaccio. L'altra immagine inserita nell'articolo fa invece riferimento a corso Casale

Una cessione avvenuta in corso Volta, nei pressi di una delle due basi della rete di spaccio. L'altra immagine inserita nell'articolo fa invece riferimento a corso Casale

Cocaina in gran quantità, nell’ordine di 15-20 cessioni giornaliere, ma non soltanto. Gli spacciatori che componevano la ramificata rete sgominata dai carabinieri di Asti nell’ambito dell’operazione “Drug Queen” trattavano anche cessioni di crack – ricavato trattando la cocaina con ammoniaca, bicarbonato ed altre sostanze ed assunto per inalazione dei fumi –, stupefacente per certi versi ancor più pericoloso della “polvere bianca”, in quanto dà molto più rapidamente dipendenza a un costo d’acquisto nettamente inferiore.

E’ un altro dei molteplici aspetti collaterali l’attività, analizzando i quali si può ricavare un significativo spaccato del mercato dello spaccio in città. Droga che, come abbiamo illustrato nell’articolo di approfondimento pubblicato ieri (CLICCA QUI per rileggere l'articolo), spesso veniva ceduta anche a credito o in quantità inferiori alla dose ordinaria pur di mantenere i clienti evitando si rivolgessero ad altri pusher.

Una linea rivelatasi efficace, come attestato dalle circa 2.000 cessioni accertate in corso d’indagine, che si è sviluppata parallelamente a specifiche modalità di contatto tra gli spacciatori e i clienti. Conoscenze mai casuali poiché, come appurato dai carabinieri nel corso delle indagini, l’unico modo per entrare in contatto con la rete di pusher era di venir segnalati come affidabili da qualche amico già cliente. Una sorta di “assicurazione” che gli spacciatori avevano elaborato per esser certi di aver a che fare con soggetti che non gli avrebbero generato problemi, ma solo guadagno.

Spesso i medesimi acquirenti che, sperando di ottenere uno sconto sull’acquisto delle successive dosi, si premuravano di segnalare la presenza nell’area – ovvero nella zona compresa tra via Malta ed i palazzi occupati di corso Volta e corso Casale, la cui situazione è stata più volte oggetto di Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica – di pattuglie delle Forze dell’Ordine.

Sempre dalle intercettazioni telefoniche, stanno emergendo altre situazioni decisamente curiose. Dal cliente che, impossibilitato a comprare la droga in contanti, l’ha acquistata barattando la dose con 5 litri di olio extravergine già accennato nell'articolo di ieri a un trentenne che, in almeno un’occasione, ha comprato la dose specificando che metà era per lui e metà per suo padre, un sessantenne segnalato quale assuntore così come il figlio e circa altre 300 persone.

Tra le quali figura anche un imprenditore che, dovendo organizzare una cena aziendale, si è premurato di acquistare cocaina per tutti i presenti. Raccomandandosi anche che fosse un prodotto di qualità, per non far brutta figura...

Gabriele Massaro

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