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Attualità | 25 maggio 2019, 16:35

Villafranca d’Asti: serrande abbassate al “Mercatone Uno” dopo la dichiarazione di fallimento del gruppo

Il Tribunale di Milano ha dichiarato fallita la Shermon Holding che, nel luglio scorso, aveva acquistato i 55 punti vendita del gruppo emiliano

Villafranca d’Asti: serrande abbassate al “Mercatone Uno” dopo la dichiarazione di fallimento del gruppo

Che la situazione del gruppo emiliano, cui fa capo anche il punto vendita astigiano, non fosse delle più rosee era noto da tempo. Ma i sigilli che i 23 dipendenti, più alcuni interinali, hanno trovato questa mattina, sabato 25 maggio, recandosi al lavoro al “Mercatone Uno” di Villafranca d’Asti sono stati vissuti comunque come un’inattesa doccia ghiacciata.

Uno shock che li ha accomunati ai colleghi di tutti gli altri punti vendita italiani della catena di ipermercati che nel luglio scorso, al termine di un periodo di crisi aziendale iniziata tre anni prima, erano stati ceduti alla Shermon Holding, una nuova impresa creata sei mesi prima da tre soci e controllata dalla società maltese Star Alliance Limited, che nel breve volgere di qualche mese aveva stretto accordi commerciali con alcuni partner internazionali con la prospettiva di un rilancio dell’intero gruppo.

Ipotesi che, a conti fatti, più che un solido progetto industriale si è rivelata una chimera. Infatti il mese scorso l’azienda ha presentato al Tribunale di Milano domanda di ammissione alla procedura di fallimento concordato preventivo, sostenendo che la decisione era stata adottata al fine di attuare una ristrutturazione aziendale che avrebbe favorito l’ingresso di nuovi soci. Una speranza sempre più labile che quest’oggi, sabato 25 maggio, si è brutalmente scontrata con la cruda realtà. Ovvero la dichiarazione di fallimento della catena, con conseguente chiusura di tutti i punti vendita, da parte del Tribunale di Milano.

Ai dipendenti astigiani – che ora si trovano, così come i colleghi di tutte le altre filiali del gruppo, senza lavoro e senza una controparte aziendale con cui poter instaurare un dialogo – non resta che riporre speranze negli esiti del Tavolo di Crisi convocato per giovedì a Roma, presso il ministero dello Sviluppo Economico.

Redazione

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