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Cultura | 25 maggio 2019, 07:30

Viviamo in un posto bellissimo: valore sacro

Nuova puntata di invito ad approfondire la conoscenza di storie ed opere che arricchiscono Asti, dedicata questa volta all’arte sacra

Museo Diocesano di San Giovanni

Museo Diocesano di San Giovanni

L’importante patrimonio culturale della città, costituito da decine di siti di interesse storico e centinaia di monumenti ed opere d’arte, rappresenta una delle nostre più grandi risorse.

Tra le innumerevoli bellezze che Asti può vantare, l’arte sacra riveste sicuramente un ruolo qualitativo e quantitativo fondamentale: tantissimi luoghi di enorme valore storico ed architettonico colmi di opere artistiche incredibili, come la Cattedrale e i suoi tesori, unici per varietà e ricchezza. Attorno ai suoi reperti lapidei, arredi, tessuti ed argenti, da tempo, il progetto di un grande Museo che dovrebbe svilupparsi dai Chiostri dei Canonici fino alla chiesa di San Giovanni.

Con l’apertura dello Spazio San Giovanni, la Diocesi ha già reso fruibile parte del futuro complesso, mostrando innanzitutto la monumentalità ed il fascino della cripta di San Giovanni, dell’VIII secolo, e di una parte del tesoro della Cattedrale, oltre al coro del 1477, capolavoro ligneo ad opera di Baldino di Surso.

E’ bene ricordare che San Giovanni sia stata la prima Cattedrale di Asti, fino almeno al concilio di Efeso del 341, dove, affermata l’importanza di Maria quale Madre di Dio, si diede il via allo sviluppo della devozione alla Madonna, ed al sorgere da noi, accanto a San Giovanni, di una nuova chiesa dedicata a Santa Maria, l’attuale Cattedrale. Spazio allora ancor più importante, storicamente predestinato all’attuale funzione, ancor più per tutto quello che nasconde (credo per poco) sotto di sé, oltre alla cripta.

L’evoluzione della città ha sempre avuto nella Cattedrale uno dei suoi fulcri, lasciandovi forti riscontri, come a cavallo tra Sei e Settecento, momento magico che vide coincidere la presenza ad Asti del vescovo Innocenzo Milliavacca ad un vero salto qualitativo dell’arte astigiana. Giovanni Tommaso Groppa, impareggiabile maestro orefice, ne è uno dei migliori esempi. Diverse sue opere eccezionali, per qualità realizzativa, ricchezza e bellezza, parte del ricco tesoro del Duomo, sono visibili presso lo Spazio San Giovanni, diverse altre sparse in varie chiese cittadine, dalla Collegiata, col suo grandioso ostensorio di San Secondo, alla SS. Trinità.

Al Diocesano gli ostensori di San Michele, Abramo e Melchisedech e il reliquiario della Vera Croce, capolavori del Groppa, assieme ad un affresco di fine ‘400, la Madonna della Barca, attribuito al grande Gandolfino, tanto per non farsi mancare nulla, sono davvero imperdibili. Gli allestimenti sono ancora minimal ed è aperto solo nei weekend, ma le opere presenti… sono emozionanti.

Luoghi eccezionali ed opere d’arte incredibili: questo è Asti. Si iniziasse a raccontarne in giro per l’Italia ed il mondo, cosa non più così difficile oggi grazie a tecnologia e reti sociali, saremmo letteralmente invasi da turisti. Ora assenti.

Intanto speriamo che, nel caso non aveste avuto ancora occasione di visitare lo Spazio San Giovanni, questo articolo vi offra lo spunto per farlo. Esempio eccezionale della ricchezza del patrimonio storico, monumentale ed artistico di Asti, a riprova della considerazione che viviamo in un posto bellissimo.

Davide Palazzetti

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