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Sanità | 25 maggio 2019, 10:57

Cavallette e vermi diventeranno il cibo del futuro? A cura di Simona Oberto

Vi sto proponendo un menù alternativo basato su piatti esclusivi e “stellati” dove gli insetti, interi o ridotti in farina, sono protagonisti assoluti della serata!

Cavallette e vermi diventeranno il cibo del futuro? A cura di Simona Oberto

Cosa ne pensate di una cenetta a lume di candela con una fresca insalata di anguria con creme fraiche alle erbe, chorizo e bruchi del bambù? Come primo una stuzzicante scelta tra: tagliatelle fatte in casa con farina di grilli, guarnite con locuste fritte con pesto di basilico nero oppure un risotto con aragosta, cavallette, frutti di mare e pomodoro. Come secondo un ottimo branzino grigliato con burro al caviale di formica, formiche fritte e salsa al mais. E per finire un tiramisù al baco da seta, guarnito con succulente larve di insetto.

Vi sto proponendo un menù alternativo basato su piatti esclusivi e “stellati” dove gli insetti, interi o ridotti in farina, sono protagonisti assoluti della serata! A questo punto tutta la sfera degli entomofobici, con un colpo di mouse, avrà già cambiato pagina e…lettura!! Per tutti gli altri il mio invito è a fare una riflessione. “Per sfamare una popolazione che nel 2050 sarà all’incirca di 9 miliardi, saremo costretti a cibarci di insetti?”

La FAO ha stimato che, per nutrire tutti, ci vorrà circa il 70% di cibo in più, dando fondo a tutte le risorse naturali alimentari del pianeta. Del resto tutti gli esperti dicono che è impensabile aumentare ancora la produzione degli allevamenti e delle coltivazioni intensive. Senza contare gli inevitabili rischi della degradazione dei terreni coltivati, della scarsità delle acque, della salinizzazione, dell’inquinamento delle falde acquifere e del degrado degli ecosistemi. Ma allora perché non iniziare a valutare la possibilità di alimentarci con un cibo che anche la Nutrigenomica definisce molto nutriente, ecosostenibile e abbondantemente disponibile? Parliamo di insetti, che rappresentano l’80% di tutte le specie animali! State inorridendo!? E allora vi faccio notare che sostanzialmente lo state già facendo! Infatti ogni anno, ognuno di noi, mangia mediamente 500 gr. di insetti. Possiamo trovarli in molti cibi preconfezionati, come marmellate, burro, salse, formaggi, minestre.

Ad esempio il colorante E120 (cocciniglia) è il responsabile del colore rosso di alcuni aperitivi, la gommalacca, lucidante di frutta e caramelle è la secrezione dell’insetto Kerria lacca! Dal 1° gennaio 2018 è entrato in applicazione nell'Unione europea (e quindi anche in Italia) un nuovo regolamento sul “Novel Food”, che sostituisce le vecchie norme del 1997. La nuova regolamentazione ha aperto la strada anche agli insetti come alimenti. Il discorso però è complesso perché si entra in un campo delicato dove si vanno a toccare l’etica, i condizionamenti culturali/religiosi, nonchè le abitudini alimentari consolidate da anni! Ma a proposito di etica, perché, eticamente parlando, dovrebbe essere più giusto cibarsi di vitellini o maialini piuttosto che di cavallette? Ma ci siamo mai chiesti come vengono allevati negli allevamenti intensivi: mucche, maiali, oche, agnelli, conigli, polli? Perché non inorridiamo di fronte alle loro torture ma lo facciamo di fronte a un piatto di cavallette? La risposta stà in una parola: NEOFOBIA, cioè la paura di ciò che è nuovo, di ciò che non conosciamo, di ciò che non rientra nelle nostre abitudini o che addirittura consideriamo tabù ! Ecco perché il pensiero di mangiare una locusta, una cavalletta, un verme, una larva o una farfalla ci suscita così ribrezzo! Perché il nostro cervello, condizionato, le ha classificate come immangiabili e per niente appetibili. Eppure sono tutti eduli, ricchi di nutrienti altamente assimilabili e biodisponibili per l’uomo! Le loro carni apportano pochissimi grassi, sono ricche di vitamine del gruppo B e di sali minerali e sono costituite da proteine ad alto valore biologico, addirittura superiore a quello della carne. I grilli, ad esempio, offrono un apporto di proteine pari al 65% circa del loro peso e sali minerali come calcio, potassio, magnesio, fosforo, selenio, zinco, manganese e rame, ma sono anche molto ricchi di ferro. I grilli contengono anche la preziosa vitamina B12 e con essi è possibile anche produrre una farina molto nutriente. Le camole del miele offrono un ottimo apporto di grassi (47%) e di zinco, ma anche ferro, fibre e proteine. Anche sul piano economico sarebbe conveniente: gli insetti crescono molto più velocemente e a parità di prodotto consumabile, necessitano di molte meno risorse. Ma anche più ecosostenibile: l’allevamento di larve commestibili emette nell’atmosfera un quantitativo molto inferiore di anidride carbonica rispetto a quello dei polli, suini e bovini! Solo noi Europei e Nord Americani li snobbiamo, nel resto del mondo sono cibo comunemente consumato nella dieta quotidiana. Gli orientali prediligono le cicale che vengono ricoperte con una pastella e quindi fritte.

In Africa invece si mangiano le larve delle falene del bambù, che vengono cucinate preferibilmente alla griglia, ma anche le cavallette e le termiti. Nel deserto australiano esistono delle formiche giganti…gli aborigeni australiani da millenni scavano il terreno alla ricerca di queste formiche che mangiano vive! Anche gli antichi romani amavano la cucina a base di questi animaletti! Un loro piatto tipico consisteva in grossi bruchi xilofagi, cotti su pietre bollenti e conditi con il miele. Ma noi no, noi proprio non riusciamo a staccarci dall’immagine e dal pensiero disgustoso che ci susciterebbe una pietanza di insetti! Non ci interessa se sono altamente nutrienti o a basso impatto ecologico, proprio no, un verme ci disturba nel terreno, figuriamoci in un piatto!! Ma noi del resto apparteniamo a quella parte di mondo industrializzato, tecnologicamente evoluto, modello di una alimentazione altamente processata, calorica, raffinata, troppo abbondante e poco naturale.

Ma attenzione tra qualche decennio, dice la FAO, dovremmo fare i conti con la scarsa disponibilità di cibo e allora perché non abituarci fin da subito a un piatto di locuste? Del resto potremmo pensare a loro come a dei gamberetti di terra! Se mangiamo ostriche, aragoste e lumache, considerandole prelibatezze, perché non dovremmo fare altrettanto con gli insetti? Del resto già grandi chef stellati utilizzano gli insetti per le loro ricette, impanando i tuorli d’uovo con larve tritate o friggendo in pastella gustose formiche africane!

Simona Oberto cura il sito web www.cibocuranaturale.com e la pagina facebook "Il tuo coach alimentare".

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