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Cronaca | 01 giugno 2019, 22:49

Il 5 giugno i Carabinieri celebrano il loro 205° anniversario. L'Arma è nata in Piemonte nel 1814

Ad Asti appuntamento alle 18 alla caserma "Scapaccino"

Il comandante dei Carabinieri Tenente Colonnello Pierantonio Breda

Il comandante dei Carabinieri Tenente Colonnello Pierantonio Breda

Anche ad Asti il 5 giugno si celebrerà il 205° anniversario della fondazione dell'Arma dei Carabinieri. La festa si terrà alle 18 presso la caserma “Scapaccino” sede del Comando Provinciale, in via delle Corse.

LA STORIA

L'Arma dei Carabinieri nasce il 13 luglio 1814, quando il sovrano del Regno Sardo-Piemontese Vittorio Emanuele I, con la promulgazione delle Regie Patenti, istituì a Torino il Corpo dei Carabinieri Reali.

Si trattava di una novità assoluta: un'istituzione con la duplice funzione della difesa dello Stato e della tutela della sicurezza pubblica, quale organismo di polizia con speciali doveri e prerogative.

Questa ricorrenza nazionale italiana si celebra però il 5 giugno di ogni anno e commemora la data in cui la Bandiera dell'Arma fu insignita della prima medaglia d'oro al valor militare per la partecipazione dei Carabinieri alla prima guerra mondiale, cerimonia svoltasi, appunto, il 5 giugno 1920.

La motivazione che accompagnò la medaglia è la seguente: "Rinnovellò le sue più fiere tradizioni con innumerevoli prove di tenace attaccamento al dovere e di fulgido eroismo, dando validissimo contributo alla radiosa vittoria delle armi d'Italia".

Quel Corpo di soldati d'élite, armati di carabina (per questo chiamati Carabinieri), era il primo Corpo dell'Armata Sarda (come allora si chiamava l'esercito piemontese) e aveva la peculiarità di essere capillarmente diffuso su tutto il territorio, a stretto contatto con la popolazione. Sin dalle origini, quindi, la natura di Forza di polizia a status militare e la vocazione alla vicinanza alle comunità hanno caratterizzato il successo dei Carabinieri nelle loro attività al servizio dei cittadini, in Italia e all'estero.

I Carabinieri avevano una bella uniforme turchina, guarnita di alamari d'argento, e indossavano un cappello a due punte, chiamato popolarmente "lucerna", con un pennacchio (dal 1833) blu e rosso: colori ancor oggi ricorrenti nella simbologia dell'Arma, non solo nelle uniformi, ma anche nello stemma araldico e nelle livree delle moto e delle auto di servizio.

Il blu rappresenta la nobiltà dell'Istituzione, il valore militare, la fedeltà, la giustizia, l'amor di patria, mentre il rosso l'audacia, il coraggio, il sacrificio. Tale uniforme, nelle sue linee generali, è tuttora indossata per cerimonie di particolare solennità.

Dal Piemonte, dove è nata, sino al Lazio, dove arrivò nel 1870, l'Arma ha accompagnato, con la sua presenza vigile e rassicurante, generazioni di italiani, vivendo da protagonista tutti gli eventi storici che hanno caratterizzato la vita del Regno Sabaudo e, successivamente, del Regno d'Italia e della Repubblica Italiana, fino agli impegni internazionali odierni per la pace e la sicurezza.

L'Arma dei Carabinieri è stata partecipe di tutti i mutamenti del Paese, quale insostituibile presidio "della pubblica e privata sicurezza" (come si legge nella premessa ai 16 articoli delle Regie Patenti), e ne ha affrontato i momenti difficili, talora drammatici, seguendo sempre un percorso fatto di fedeltà alle Istituzioni e di servizio alla collettività, ispirato a quei valori che da sempre costituiscono la cifra distintiva dell'Arma e sono inscritti nella sua identità.

Un servizio testimoniato dalle numerose ricompense alla Bandiera e dalle migliaia di decorazioni individuali e che trova conferma nel termine con il quale comunemente l'Arma viene identificata: "La Benemerita".

La fedeltà è sempre stata una caratteristica dell'Arma. Il suo motto araldico è "Nei Secoli Fedele", inizialmente ideato come contrassegno antonomastico dal Capitano Cenisio Fusi per la medaglia commemorativa del primo centenario dell'Istituzione e divenuto motto ufficiale nel maggio del 1932, dopo che una legge aveva concesso l'uso dei motti araldici ai Reggimenti e ai Corpi dell'Esercito.

Proprio da quella legge nascerà, nel 1935, il primo stemma araldico dell'Arma, che successivamente ha conosciuto altre quattro versioni, l'ultima delle quali, quella del 2002, recupera tutti gli elementi delle precedenti, quasi a sottolineare la continuità istituzionale nella storia.

Alla fedeltà, ancora, sono ispirate la marcia d'ordinanza ("La Fedelissima") e la celeste Patrona, Maria "Virgo Fidelis", alla quale Sua Santità Pio XII, nel 1949, scelse di affidare i Carabinieri, fissandone la ricorrenza al 21 novembre.

ALCUNI VIDEO "PROMOZIONALI"

 

 

 

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