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Cronaca | 06 giugno 2019, 15:39

Omicidio Bacco: Rito abbreviato condizionato per i cinque imputati del processo

Prossime udienze 16 luglio, 16 e 30 settembre. In aula presenti tutti gli imputati

Omicidio Bacco: Rito abbreviato condizionato per i cinque imputati del processo

 Questa mattina nuova udienza per il processo che dovrà fare luce sull’omicidio di Manuel Bacco, ucciso nella sua tabaccheria di corso Alba ad Asti il 19 dicembre 2014.

Richiesto il rito abbreviato condizionato all’audizione di  di una serie di testi e consulenze  per tutti gli imputati, Antonio Piccolo  ha  già depositato le perizie.

Le prossime udienze saranno il 16 luglio (per tutti i testi) 16 settembre (consulenze balistiche e antropometriche) e 30 settembre (analisi del Dna e celle telefoniche).

Ancora una volta tutti gli imputati erano presenti in aula, mentre fuori numerosi parenti attendevano la conclusione dell’udienza, al termine della quale qualche genitore era in lacrime. Presente anche Cinzia Riccio la vedova di Bacco assistita dal suo legale avvocato Aldo Mirate.
Gli avvocati di Jacopo Chiesi (presunto killer), Fabrizio Brignolo e Roberto Caranzano hanno depositato una consulenza tecnica antropometrica del professor Francesco Introna, famoso medico legale. “Ingrandendo le immagini – ha spiegato Brignolo – si vede che chi agisce non ha gli occhiali come il nostro cliente che senza, vede molto poco. Le caratteristiche fisiche, inoltre, non sono riconducibili a Chiesi”.

Ci sarà un perito balistico, il perito Piccinini sulla ricerca e gli aspetti per il  Dna e un perito sulle celle telefoniche.  E tre testimoni.

L’avvocato Claudia Malabaila, incaricata della difesa di Piccolo ha depositato la sua consulenza sulle celle telefoniche, “perché dato come presenza nella zona ma molto lontano”. 

La difesa di Jacopo Chiesi ha sollevato un’altra questione:”Il berretto su cui sono stati trovati i Dna, è stato oggetto di due esami. La prima subito dopo l’omicidio e a dicembre del 2015 i carabinieiri dei Ris hanno richiesto nuovamente il berretto per ulteriori verifiche, trovando tracce riconducibili a Chiesi ma anche a Fernicola e Piccolo oltre ad altri ( nel primo esame non risultava). Quando è stato fatto il secondo esame, Chiesi era già sotto intercettazione telefonica ma non era stato formalmente indagato. La norma dice che quando si fa un accertamento irripetibile occorre darne avviso agli indagati o indagabili, lui era solo un sospettato".

L’avvocato Patrizia Gambino che difende Fabio Fernicola (autista) ha chiesto risultanze tecniche sulla base del quale sono elaborate le relazioni. Secondo la tesi dell’accusa la macchina è stata noleggiata da Antonio Guastalegname e data ad un amico che l’avrebbe tenuta per un mese e il 18 dicembre (il giorno prima dell’omicidio), scadeva il termine del noleggio. Il testimone l’avrebbe restituita al Guastalegname che ha sforato il termine di consegna consegnandola due giorni dopo. Il Dna ulteriore sul berretto è di questo testimone.

Betty Martinelli

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