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Cronaca | 07 giugno 2019, 20:37

Torna in libertà l'ex primula rossa Graziano Mesina

La sua permanenza ad Asti e i ricordi di chi lo ha conosciuto

Graziano Mesina

Graziano Mesina

“Grazianeddu” è tornato in libertà. Il supercriminale con un curriculum che risale addirittura alle scuole elementari (colpì un insegnante con delle pietre) a 77 anni riassapora la possibilità di una nuova vita.

Graziano Mesina era stato nuovamente arrestato nel 2013, perché ritenuto a capo di un'organizzazione dedita al traffico internazionale di droga e nel 2018 era stato condannato con sentenza d'appello a 30 anni di reclusione dal tribunale di Cagliari.

I giudici sardi avevano revocato una grazia che Mesina ottenne dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi nei primi anni Duemila: la scarcerazione è avvenuta per "decorrenza dei termini". Le motivazioni della sentenza d'appello non sono ancora state depositate, facendo così decadere la misura di custodia cautelare. Mesina si dichiara innocente e attende la Cassazione.

L’ex primula rossa è stato uno dei principali esponenti del cosiddetto “banditismo sardo, coinvolto in numerosi crimini che gli erano costati l'ergastolo e protagonista anche di almeno 22 tentativi di evasione (10 riusciti).

La sua permanenza ad Asti

La nostra città lo ha visto protagonista negli anni 90, esattamente nel 1992, quando ottenne la libertà condizionale e si stabilì come ospite di una famiglia che fece da garante, a San Marzanotto.

Nello stesso periodo si parla di lui come intermediario nella liberazione di Farouk Kassam (circostanza però smentita). La sua permanenza in terra astigiana si chiude il 29 luglio del 1993, quando la Procura di Asti ordina il suo arresto per detenzione di armi tra cui armi da guerra, non escludendo che Mesina potesse essere accusato di reati ben più gravi si parlò infatti del progetto di rapimento di un noto imprenditore. Con lui arrestati in un alloggio di via Guttuari 36 anche i due liguri, Elio Ferraris e Domenico Anfossi, che avrebbero recapitato a Mesina, quella mattina, una borsa contenente alcuni caricatori per il Kalashnikov e tre pistole. Il resto dell'arsenale fu scoperto da carabinieri e dalla polizia nella villetta di San Marzanotto d' Asti .

Ricordi astigiani

Elena aveva 9 anni quando vedeva spesso sul balcone di via Guttuari, “Grazianeddu”. “Osservava noi bambini giocare in cortile. Credo che si annoiasse. Ci lanciava spesso caramelle e gomme da masticare che si faceva comprare. Lo guardavo con occhi di bambina naturalmente, ma non c’era nulla in lui che mi spaventasse o intimorisse. Ricordo quando quella mattina all’alba sono venuti ad arrestarlo. Polizia e Carabinieri, armati fino ai denti, hanno sfondato la porta. Ho poi voluto scrivergli una lettera in carcere, i miei genitori mi hanno accontentata. Ho pensato si sentisse solo. Dopo qualche mese mi hanno detto che gli ha fatto molto piacere”.

Betty Martinelli

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