/ Cultura

Che tempo fa

Cerca nel web

Cultura | 11 giugno 2019, 09:47

Passepartout si chiude guardando alla luna, pensando al futuro

Appuntamenti seguiti e partecipati per tutta la durata del Festival che ogni anno sa reinventarsi

Sergio Romano con Gianfranco Imerito e Roberta Bellesini (ph. Franco Rabino)

Sergio Romano con Gianfranco Imerito e Roberta Bellesini (ph. Franco Rabino)

Un Festival che ha saputo creare nel tempo una grande fidelizzazione di pubblico. Ed è sicuramente una perla rara. Con persone che non prendono altri impegni per tutta la durata di Passepartout perché gli eventi sono di grande qualità “anche se non sempre si conosce il relatore".

Domenica (in realtà ieri con la sfilata del Castigliano che ha portato in passerella cinquanta creazioni) si è concluso il Festival Passepartout ispirato al cinquantennale dello sbarco sulla Luna.

Pensieri, riflessioni, anche dati tecnici hanno dato voce all’uomo e alla sua quotidianità, anche con “lo sguardo rivolto al cielo”. “Ogni anno è una sfida – ci racconta Donatella Gnetti, direttrice della Biblioteca e coordinatrice del festival – siamo pochi, siamo solo in cinque. Siamo molto soddisfatti anche perché non è così scontato che venga realizzato”.

Anche gli incontri più tecnici sono stati molto seguiti e apprezzati a dimostrazione che il pubblico “si fida” di Passepartout, le presentazioni affidate alla "padrona di casa" Roberta Bellesini , che con classe e delicatezza ha fatto sentire gli ospiti a casa, appunto.

Ogni edizione è quella del cuore, - continua Gnetti – e porta una medaglia sul petto della biblioteca, la risposta del pubblico è stata entusiasmante e sorprendente, a dimostrazione che se le cose vengono fatte bene non sono difficili”.

Sergio Romano, ormai “testimonial” del Festival, ha avuto il record delle domande dal pubblico. Un grande personaggio che racconta il suo vissuto e sa farlo coinvolgendo un pubblico affascinato. Una giovanissima Licia Troisi era approdata a Passepartout nel 2004 per parlare di fantasy. “Una narratrice eccezionale- racconta entusiasta Donatella Gnetti – è laureata in astrofisica e ha stregato una platea di 180 ragazzi delle scuola medie".

Gradimento e divertimento anche per Antonello Piroso che ha saputo creare un ritmo travolgente con la musica e i contenuti. E applausi per tutti gli ospiti, da Batiston, Perino, da Galimberti a Mattia Feltri, Odifreddi, Lia Zola o Cavazzoni e il nostro Conti.

Vincente l’idea di fare una sezione cinema distaccata . La rassegna realizzata con Riccardo Costa, è stata molto apprezzata , così la lettura delle poesie in apertura serata. Un’idea del direttore scientifico del Festival Alberto Sinigaglia realizzata dall’Arcoscenico con l’intensa Monica Mana che ha chiuso il festiva leggendo “Altaluna” di Giorgio Faletti.

Il tema per il prossimo anno c’è già. “Noi gettiamo sempre il cuore oltre l’ostacolo e ci stiamo lavorando” - conclude la direttrice.

Betty Martinelli

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium