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Politica | 11 giugno 2019, 12:38

Il Consiglio comunale astigiano ha approvato una mozione contro il Disegno di Legge Pillon

Il discusso testo regola i rapporti familiari e l’affido dei minori in caso di separazione

Il Consiglio comunale astigiano ha approvato una mozione contro il Disegno di Legge Pillon

Nella seduta di ieri, lunedì 10 giugno, il Consiglio comunale astigiano ha approvato la mozione condivisa che “Esprime forte preoccupazione in merito ai contenuti del Disegno di legge n.735 oggi in discussione preso la commissione giustizia del Senato...” e “ Impegna il sindaco ( … ) a trasmettere e sensibilizzare tutti parlamentari eletti sul nostro territorio e i membri delle commissioni Parlamentari di Camera e Senato competenti alla discussione affinché promuovano e gestiscano seri ed ampi confronti con tutti i soggetti istituzionali, associativi e professionali coinvolti, comprese le rappresentanze femminili, le associazioni familiari e le figure di garanzia per i minori, al fine di sospendere l’attuale iter di approvazione”

Nel documento approvato dal Consiglio vi sono numerosi altri passaggi rilevanti, quali quelli in merito a “norme applicative quali l’affido condiviso obbligatorio, la doppia domiciliazione / residenza obbligatoria dei minori ( .. )”, quello secondo cui “la previsione di automatismi nel campo del diritto delle relazioni familiari striderebbe con la tutela dei diritti…”; fermo ed inconfutabile l’interesse primario del figlio ad avere rapporti idonei con entrambi i genitori, il disegno di legge trasforma il bambino da SOGGETTO di diritto ad OGGETTO di diritto”; inoltre si ritiene “l’obbligo a ricorrere a mediazione professionale (a pagamento) ostacolo all’accesso alla giustizia da parte dei cittadini in un contesto, quello del diritto di famiglia , in cui il dato economico dovrebbe incidere il meno possibile...”; la mozione inoltre prende atto che “diverse associazioni ed esperti di diritto si sono espressi contro il disegno di legge evidenziandone gli aspetti critici e potenzialmente nocivi per la tutela dei diritti dei minori o delle donne specialmente in situazioni di abusi e di violenza...”

“Siamo felici che il processo da noi innescato abbia portato a questo risultato – commentano le referenti di “Non Una di Meno” – e ringraziamo i consiglieri, i funzionari e i tecnici dei servizi sociali che si sono spesi per ottenere questa approvazione. Qualcuno potrà pensare che si tratti solo di una “vittoria simbolica” ma siamo convinte che il dibattito e la lotta sulla libertà e i diritti delle donne e dei bambini vada tenuto alto e costante in tutte le sedi possibili istituzionali e non: è l’unica strada per garantire la libertà di tutti. Questo non è che l’inizio…”

Redazione

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