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Cronaca | 12 giugno 2019, 12:33

Arrestati dai carabinieri coppia di rapinatori operanti tra l'Astigiano e l'Albese

I due - un italiano e un gambiano, entrambi pluripregiudicati - debbono rispondere di due rapine (una tentata) a danno di un trans ad Isola d'Asti e dell'aggressione di un paio di donne a Alba e Bra

Il capitano Alessandro Caprio, comandante della Compagnia Carabinieri di Canelli. Alle sue spalle i due militari che hanno operato.

Il capitano Alessandro Caprio, comandante della Compagnia Carabinieri di Canelli. Alle sue spalle i due militari che hanno operato.

Nonostante sia ormai passato oltre un anno dai fatti contestati, l’attenzione dei carabinieri a riguardo tre gravi episodi verificatisi tra l’Astigiano e l’Albese nel maggio 2018 non è mai scemata. A riprova di ciò, nelle scorse ore i militari della Compagnia di Canelli e i colleghi della Compagnia di Alba (CN) hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare emesse a carico di altrettanti soggetti pluripregiudicati: l’italiano Pietro Negrisolo, 52enne residente ad Alba, nullafacente, ed il gambiano Sheik Sanneh, anch’egli nullafacente e senza fissa dimora.

Ai due uomini sono ritenuti gli autori di almeno 4 episodi criminosi, verificatisi nei territori di Isola d’Asti, Alba e Bra nel breve volgere di una settimana. Il primo fatto si è verificato nei pressi di Alba la mattinata del 5 maggio 2018 quando, dopo aver ricevuto in dono alcune uova da un’anziana allevatrice del luogo, il gambiano la strattonò, strappandole la camicetta, per costringerla a consegnargli del contante. Il colpo sfumò per la reazione della donna, che urlando richiamò l’attenzione dei vicini e mise in fuga il malvivente.

Poche ore dopo, nella notte tra il 5 e 6 maggio, lo stranierò ricompare con un ruolo da protagonista nel secondo episodio contestato, verificatosi a danno di un transessuale che si “vendeva” sulla SS 231 Asti-Alba, nel territorio di Isola d’Asti. Avvicinato dall’italiano, alla guida di una Y “Elefantino” grigia (mezzo presente anche in tutti gli altri episodi) con la scusa di contrattare una prestazione sessuale, non appena parcheggiata l’auto in un luogo isolato, l’uomo fece uscire dal bagagliaio dell’auto il complice che, armato di coltello, costrinse il transessuale a consegnargli il telefono cellulare, circa 100 euro in contanti e un pacchetto di sigarette. A margine del fatto, l’italiano “si scusò” con la vittima dicendogli che non aveva alternativa, essendo da tempo disoccupato.

Tre giorni dopo, intorno alle 23 dell’8 maggio, i due, a bordo della stessa auto, provarono a rapinare nuovamente lo stesso transessuale che però, una volta riconosciuti gli aggressori, si diede alla fuga a bordo della sua auto, vettura che i due tentarono ripetutamente di speronare per costringerlo a ferrmari, sia pur vanamente.

L’ultima tentata rapina, che portò al loro arresto in flagranza da parte di una pattuglia dei carabinieri di Bra (CN), si verificò un paio di giorni dopo quando, con modalità molto simili a quelle degli episodi precedenti, i due presero di mira una donna in una zona isolata della cittadina. In quello occasione finì però in carcere il solo gambiano, mentre l’italiano ottenne gli arresti domiciliari.

Partendo da quell’episodio, i militari della compagnia diretta dal capitano Alessandro Caprio, iniziarono a “rimettere insieme i pezzi”, lavorando su possibili collegamenti con i precedenti episodi, raccogliendo numerosi elementi probatori a carico dei due e avendo il supporto delle testimonianze delle vittime, che hanno riconosciuto i due arrestati e l’auto utilizzata.

“Stiamo lavorando per appurare se abbiano messo a segno altri colpi – ha sottolineato l’ufficiale nel corso della conferenza stampa indetta per illustrare l’attività – ma mi preme soprattutto sottolineare che questo buon risultato è stato reso possibile grazie alla piena osmosi informativa tra i Reparti dell’Arma e che le nostre pattuglie attuano costantemente controlli territoriali finalizzati a prevenire episodi criminosi”.

Gabriele Massaro

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