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Cronaca | 11 luglio 2019, 17:48

Processo doping cavalli al Palio di Asti 2014: rinvio per ulteriore ammissione di prova

È trascorso quasi un anno e mezzo da quando è iniziato il procedimento per maltrattamenti agli animali. La Procura ha aperto un fascicolo per ogni edizione della corsa fino al 2018

Immagine di repertorio

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Il processo ai ventuno imputati, accusati di aver dopato i cavalli del Palio di Asti 2014 si sarebbe dovuto avviare alla conclusione oggi 11 luglio, con l'inizio della discussione delle parti, ma il giudice Chinaglia ha disposto il rinvio al 12 settembre, per consentire l'acquisizione della nuova documentazione prodotta dal pm Laura Deodato e la convocazione del tecnico di laboratorio che l'ha redatta, Adriano Rosso che sarà sentito come teste insieme alla responsabile dell'Istituto zooprofilattico della sezione di Asti, Paola Mogliotti, che aveva già testimoniato in un'udienza precedente.

È trascorso quasi un anno e mezzo da quando è iniziato il procedimento per maltrattamenti agli animali. E' questo il capo d'accusa che pende su 21 persone, tra fantini, tecnici e veterinari che hanno lavorato alla corsa di cinque anni fa. Oggi la pubblica accusa ha prodotto un nuovo report, che potrebbe rimettere in discussione la strategia della difesa che si è subito mostrata contraria e contrariata alla richiesta del pm.

"Si tratta di un report non ammissibile" hanno replicato. "Finora - spiega l'avvocato Alberto Avidano - abbiamo discusso l'analisi realizzata con il metodo dello screening antidoping chiamato Elisa, e ora il pm produce una nuova tabella di valutazione con risultati prodotti con il metodo Hplc". "Una fila di numeri - secondo il legale - che non è chiara. Vedremo se sarà utilizzabile o meno". 

Secondo la pubblica accusa, non va tralasciato alcun elemento utile alle valutazioni, nel pieno rispetto del contraddittorio tra le parti. Per la Deodato, l'ammissione del nuovo report è un atto dovuto per l'accertamento della verità, per andare a fondo della questione e tutelare non solo gli animali, ma anche l'ordine pubblico, in un ambito giudiziario che non ha precedenti in Italia, poiché mai nessun pm aveva indagato prima d'ora in questo modo sui palii italiani, da Asti a Siena, dove la procura sta seguendo da vicino gli sviluppi del caso Asti.

I fascicoli degli ultimi anni sono chiusi, ma quello del 2018 è ancora aperto. Le analisi sui cavalli, prima della corsa del 2014, avevano riguardato crine e urine, che erano state inviate a un consulente del San Luigi di Orbassano, mentre campioni di sangue e siero erano stati portati al laboratorio dell'Istituto zooprofilattico astigiano. Una quarantina di cavalli erano stati controllati e sedici erano risultati dopati da medicinali cortisonici e antinfiammatori. Da allora, anche se è cambiato il regolamento della manifestazione, per ogni edizione successiva la procura ha sottoposto gli animali a severi controlli e test antidoping grazie al lavoro della pg dell'Asl, dell'ispettore Biglino e dei carabinieri, coordinati dalla Deodato: venti squadre all'opera per una mole di lavoro senza precedenti.

M.M.

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