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Al Direttore | 16 luglio 2019, 16:26

Il 22 luglio approderà in Senato il DdL “Codice Rosso” contro la violenza di genere e il femminicidio

Lo ricorda la prof.ssa Chiara Cerrato, Consigliera di Parità della Provincia, auspicando il provvedimento possa diventare al più presto legge

L'aula di Palazzo Madama - Immagine tratta da Wikipedia di Fratello.Gracco - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=69405232

L'aula di Palazzo Madama - Immagine tratta da Wikipedia di Fratello.Gracco - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=69405232

Dopo l’ennesimo tragico femminicidio di questi giorni, si spera che l’iter di questo Disegno di legge, proposto dal Governo, sia il più rapido possibile per poter contare su una maggiore operatività e sul previsto inasprimento delle pene relative ai reati di violenza e stalking.

Approvato dalla Commissione giustizia della Camera il 9 luglio scorso, il “Codice rosso” approderà in aula al Senato nella settimana del 22 luglio prossimo. Il Ddl Codice Rosso, recante “Modifiche al Codice di procedura penale: disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere”, prevede innanzitutto una "corsia preferenziale" ( un po’ come al Pronto soccorso) alle denunce di violenza in cui si ravvisano seri pericoli per l'incolumità della donna.

Con la nuova legge sono previsti procedimenti più snelli, per poter fornire una tutela tempestiva alle vittime di violenze di genere. Nello specifico c'è la previsione dell'obbligo della polizia giudiziaria di comunicare immediatamente al Pm le notizie di reato acquisite se riguardano delitti di maltrattamenti, violenza sessuale, atti persecutori e lesioni aggravate commessi in contesti familiari o di semplice convivenza, senza alcuna discrezionalità sulla sussistenza dell'urgenza.

Si prevede anche la modifica dell'art. 362 c.p.p., con l'ascolto della vittima da parte del PM entro 3 giorni dall'avvio del procedimento con inoltre l’ obbligo, per la polizia giudiziaria, a dare priorità allo svolgimento delle indagini delegate dal Pm quando esse vertano in tema di reati (maltrattamenti, violenza sessuale, lesioni aggravate, ecc.) commessi in ambito familiare.

Inoltre sarà previsto l’obbligo del braccialetto elettronico per chi ha ottenuto un ordine di allontanamento e un divieto di avvicinamento alla/ al denunciante; questo renderà possibile alle Forze dell’ordine di monitorarne la posizione e le eventuali violazioni alle disposizioni. Saranno inasprite le pene: potranno essere inflitti da sei a dodici anni di reclusione per i casi di violenza sessuale, dai tre ai sette anni per maltrattamenti in famiglia, con possibilità di un ulteriore periodo se gli atti sono compiuti in presenza o ai danni di minori, donne in gravidanza, disabili.

Da un anno a sei anni e sei mesi la reclusione prevista per i casi di stalking; al contempo viene introdotta la norma riguardante il “revenge porn” per chi invii, pubblichi o diffonda immagini e video di una persona, senza il suo consenso , con contenuto sessuale, con l’intento di danneggiarlo (da uno a sei anni di carcere e multe in base alle diverse casistiche).

Ricordate Gessica Notaro, venuta ad Asti in occasione del 25 novembre 2017? Chi ha partecipato all’incontro ha sentito il racconto in prima persona di questa coraggiosa ragazza che ha subito una violenta aggressione che le ha deturpato il viso. Si prevede l’introduzione nel codice penale di un articolo che sanziona con la reclusione da uno a quattordici anni chi aggredisce una persona provocando lesioni permanenti al viso e, in caso di morte della vittima a causa di esso, con l’ergastolo.

Infine una casistica che ci fa pensare maggiormente ad altri Paesi ma che, se è stata fortemente voluta con un emendamento, significa che occorre ancora lavorare nel nostro Paese anche in questo senso: pene detentive da uno a cinque anni (che aumentano da due a sei in caso di coinvolgimento di minore) per chi induce con la violenza, le minacce, o approfittando di una inferiorità psicofisica, una persona al matrimonio/unione civile.

Si auspicano tempi rapidi per l’approvazione e l’entrata in vigore di questa normativa che potrà fornire maggiori strumenti alle Forze dell’ordine, che si impegnano quotidianamente in merito e, nella nostra realtà locale, sono anche elemento fondamentale della Rete antiviolenza provinciale. Sarà poi compito della Magistratura comminare le pene previste per contrastare questi fenomeni sempre più deleteri e frequenti.

Prof.ssa Chiara Cerrato - Consigliera di Parità Provincia di Asti

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