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Sport | 27 luglio 2019, 09:04

Il mondo sportivo dà l’addio a “Pinot” Ferrero, leggenda del tamburello

Riceviamo e pubblichiamo il ricordo di Giuseppe Ferrero, scomparso ieri all’età di 80 anni, a firma di Aldo Cerot Marello

Una recente immagine di Pinot Ferrero (a sinistra, con il cappello)

Una recente immagine di Pinot Ferrero (a sinistra, con il cappello)

Giuseppe Ferrero detto "Pinot" è stato personaggio per tutta la sua vita divisa tra giochi di carte, biliardo ma soprattutto tamburello, che ha imparato a giocare sin dalla giovane età. Nato a Cocconato nel 1939 ha mosso i primi passi sportivi nel suo paese, uno dei pochi dove il tamburello trovava fertili radici e sostenitori incalliti. Intorno ai 16 anni entra a far parte della "VirtusCasale” (vincerà un titolo di serie C) dove rimane per tre anni prima di approdare ad Asti nell'allora Way-Assauto, una delle maggiori fabbriche astigiane.

Lui verrà ricordato soprattutto per il testardo impegno nella promozione dello suo sport, a quei tempi quasi scomparso alle nostre latitudini e presente ancora in qualche "enclave" come Montiglio, Ovada, Rocchetta e Cerro Tanaro, Montechiaro, Portacomaro, Grazzano, Castell'Alfero, Tonco, Azzano, Revigliasco e poco altro. E proprio nel mio paese ho conosciuto Pinot nel 1959 nel corso di una gara di allenamento sulla piazza-trabocchetto per le tante regole da rispettare. Bel ragazzo, brillante, mattatore in qualunque occasione, non permise il mio ingresso per via dell'età ma essendo in quattro fu necessaria la mia entrata. Vincemmo quella gara e Pinot fu costretto a lasciare il paese quasi scortato per alcune "avanches" piuttosto audaci nei confronti di una ragazza del posto. Si sa ma lui era fatto così.

Intanto oltre a giocare, girovagava nei paesi per cercare di creare qualcosa di nuovo per il divertimento di quanti vivevano la vita di campagna come scrisse il poeta "...il Nel 1965, finalmente, i suoi sforzi vennero premiati e partì fra l'indifferenza generale il Primo Torneo del Monferrato con sei squadre. Vinse il Gabiano Cerrina, ma la pietra scagliata nello stagno produsse cerchi sempre più grandi e in pochi anni ogni paese dei dintorni aveva una sua squadra, sia che si giocasse su un campo libero o con muro di sostegno. Fu un momento storico per l tamburello e migliaia di tifosi correvano verso gli sferisteri per seguire i loro beniamini tra i quali molti giovani che diventeranno campioni.

La sua impresa non lo allontanò dallo sport "giocato" e smise soltanto quando le forze e la condizione fisica vennero meno. Continuò a frequentare i campi sportivi dove era conosciuto e stimato da tutti e mai abbandonò quella sua aria picaresca, vero marchio di fabbrica. Ha conosciuto e giocato con tutti, applaudito soprattutto nelle feste paesane per il suo slancio, per la sua generosità e per l'impegno profuso: le sue gesta potrebbero riempire una enciclopedia ma la sua popolarità ha varcato di molto gli stretti confini dell'astigiano.

Pinot mi mancherà e mancherà a molti e per puro caso la sua dipartita avviene nello stesso giorno del ricordo di Alberto Fassio, l'impresario che creò il Callianetto stellare "pigliatutto", suo carissimo amico e lui, Pino, speaker in tutti gli anni sul campo, su quello sferisterio che non conobbe sconfitte.

Tutti noi ti rendiamo merito di quanto hai fatto e dal profondo del cuore ti auguriamo che qualcuno nell'aldilà ti ripaghi non con monete scadute ma con le dovute soddisfazioni che noi di qua non riusciremo a capire sino a quel giorno che… Ciao Pino

Aldo Cerot Marello

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