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Cronaca | 13 agosto 2019, 14:47

Asti: detenuto in regime di alta sicurezza tenta il suicidio, salvato in extremis dalla Polizia Penitenziaria

Negli anni l'uomo, un trentottenne ritenuto affiliato della Sacra Corona Unita che ha tentato di impiccarsi, era evaso più volte: nel 2012 anche dall'ospedale di Foggia

Asti: detenuto in regime di alta sicurezza tenta il suicidio, salvato in extremis dalla Polizia Penitenziaria

Ennesimo grave episodio presso il carcere di Asti, dove intorno alle 5.30 di questa mattina il trentottenne Francesco R. – pregiudicato pugliese, che stando ad alcune voci trapelate nonostante sulla vicenda viga il massimo riserbo, starebbe scontando una condanna con fine pena nel 2021, in quanto ritenuto affiliato alla pericolosissima Sacra Corona Unita – ha tentato di togliersi la vita impiccandosi con un cappio rudimentale ricavato dalle lenzuola della cella del reparto d’isolamento in cui si trovava.

Solo il tempestivo arrivo degli agenti della Polizia Penitenziaria – che sono riusciti a intervenire prima che il rudimentale cappio, agganciato alle grate della finestra della cella, provocasse il soffocamento dell’uomo – ha evitato un’ennesima tragedia. Il detenuto, una volta liberato, è stato accompagnato d’urgenza, con un’ambulanza scortata dalla Polizia Penitenziaria, al Pronto Soccorso del Cardinal Massaia per le necessarie cure.

Una condizione, quella di detenzione presso una struttura ospedaliera, non nuova per il detenuto, che nel novembre del 2012 era evaso dal reparto di Chirurgia d’urgenza dell’ospedale di Foggia, salvo venir individuato nel maggio successivo a Manerba sul Garda, in provincia di Brescia. Ma quella non fu l’unica evasione che lo vide protagonista, poiché nel corso della sua “carriera” criminale ha più volte eluso gli arresti domiciliari ed è perfino fuggito da un’aula del Tribunale di Bari a margine di un’udienza.

Ed ora questo tentativo di suicidio, episodio segnalato dall’O.S.A.P.P., (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) che, per bocca del suo segretario generale Leo Beneduci torna a chiedere: "Interventi urgenti sul sistema delle carceri italiane e piemontesi, ormai connotati da profonda disorganizzazione a cui solo la professionalità dei Poliziotti Penitenziari riescono a mettere un argine. Siamo nel caos più totale, tra aggressioni, detenuti che compiono atti inconsulti, mancanza di vestiario per il personale e pessime condizioni delle mense obbligatorie diservizio”.

Aggiunge il leader dell’O.S.A.P.P.: “Le disattenzioni gestionali stanno portando alla paralisi dei penitenziari, con ripercussioni sia sulle condizioni di lavoro degli agenti e degli operatori penitenziari, ma anche nella esecuzione della pena in maniera conforme ai principi della costituzione.

Ma, nel generale disastro del sistema penitenziario Italiano le condizioni del carcere di Asti riescono ad essere persino peggiori a fronte di palesi inefficienze e disattenzioni su cui il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria deve intervenire celermente attraverso una immediata visita ispettiva intesa ad appurare le cause di una disfunzione che non può essere più sopportata”.

Redazione

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