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Cultura | 10 settembre 2019, 13:59

Presentazione al FuoriLuogo del libro "Stappato. Un astemio alla corte di re Carlo"

Venerdì 13 settembre l'incontro con l'autore Tiziano Gaia, che per lungo tempo ha collaborato con il movimento Slow Food

Presentazione al FuoriLuogo del libro "Stappato. Un astemio alla corte di re Carlo"

Venerdì 13 settembre alle 19, presso il FuoriLuogo di Asti, in via Govone 15, si terrà la presentazione del libro "Stappato. Un astemio alla corte di re Carlo" di Tiziano Gaia.

L'incontro sarà moderato da Davide Ruffinengo.

Il libro

"Al termine della prima settimana, seicento assaggi avevano già azzerato ogni mia volontà di capirci ancora qualcosa. In quattro, cinque giorni mi spazzolavo la storia del Barolo odell’Amarone, pretendendo anche di giudicarla. Era come stilare la classifica dei migliori film della stagione, fermandosi ai titoli di testa. Il mio spettacolo non andava mai oltre l’unghia del bicchiere. E seduti di fronte a me, non vedevo più colleghi e collaboratori, ma polli da batteria, costretti a beccare senza sosta".

Tiziano Gaia

Con tono schietto e pungente, Tiziano Gaia ci conduce nel mondo dei vini e di chi li degusta per professione, alternando autobiografia, coloriti aneddoti, curiose disquisizioni tecniche e riflessioni sulla spettacolarizzazione dell'enogastronomia. La sua esperienza da "paura e delirio a Slow Food" sotto l'egida del carismatico fondatore, gli anni di coinvolgente apprendistato, la descrizione della giornata-tipo in veste di degustatore per "Vini d'Italia", una maratona di un centinaio di assaggi quotidiani per tre mesi l'anno, fino ai vividi ritratti delle figure più importanti della viticoltura italiana, l'ascesa del Barolo, i riti contadini e i costumi delle Langhe, tra balòn e partite a tressette, il tartufo e lo storico mercato delle uve di Alba.

Un dissacrante "dietro le quinte" della critica enologica e una storia del vino raccontata in modo originale e sagace, incentrata sulla sua trasformazione in bene voluttuario, spogliato della funzione di bene primario e dunque potenzialmente inutile, ma a cui l'autore riconosce la capacità di cavalcare o addirittura anticipare i cambiamenti socio-culturali del nostro tempo.

L'autore

Nato a Torino nel 1975, ha vissuto a Castellinaldo, il paese di cui è originaria la famiglia. A lungo responsabile delle pubblicazioni enologiche del movimento Slow Food, ora è direttore del comitato scientifico del WiMu, il Museo del Vino a Barolo e collabora con la rivista internazionale "Decanter". È autore e regista di documentari, tra cui "Barolo Boys". Ha pubblicato "Puoi chiamarmi fratello" (2011) e "Di vigna in vigna" (2015).

Comunicato stampa

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