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Cronaca | 17 settembre 2019, 19:02

Una via di Canale ricordi la piccola astigiana Maria Teresa Novara, rapita e trovata cadavere nel lontano 1969

A cinquant’anni dai terribili fatti di cascina Barbisa, la proposta della Pro loco all’Amministrazione comunale roerina. Una vicenda ancora misteriosa, nonostante le indagini riaperte dalla Procura di Asti qualche anno fa

Sulle prime pagine dell'epoca. La vicenda della piccola astigiana ripresa da "L'Avanti" del 17 agosto 1969, tra i ritagli pubblicati dallo scrittore Alessandro Perissinotto col suo "Il silenzio della collina" (Mondadori)

Sulle prime pagine dell'epoca. La vicenda della piccola astigiana ripresa da "L'Avanti" del 17 agosto 1969, tra i ritagli pubblicati dallo scrittore Alessandro Perissinotto col suo "Il silenzio della collina" (Mondadori)

Sarà il Consiglio comunale di Canale in una prossima seduta a discutere la proposta giunta dalla Pro loco del centro roerino, di intitolare uno spazio alla memoria della povera Maria Teresa Novara, la 13enne originaria di Cantarana, trovata cadavere il 13 agosto 1969 dopo essere stata rapita e tenuta reclusa per interminabili mesi presso un casolare nella campagne del paese.

La terribile vicenda

Una vicenda terribile, ormai lontana nel tempo quanto ancora ammantata da un alone di mistero. La ragazzina, scomparsa nel nulla dalla casa degli zii a Villafranca d'Asti, dove viveva nel periodo scolastico, venne ritrovata priva di vita dopo otto mesi dal suo rapimento, morta di stenti all’interno di una buca scavata nei paraggi di cascina Barbisa, dove era stata imprigionata dagli spietati aguzzini che ne fecero l’innocente vittima di abusi e sevizie.

Le indagini sulla sua morte sono state riaperte qualche anno fa dalla Procura di Asti che, in mancanza di elementi utili a riaprire il caso, dopo qualche tempo richiuse il fascicolo. Per il solo rapimento, all’indomani del ritrovamento, venne condannato il solo Luciano Rosso, pregiudicato, accusato di aver rapito la ragazzina insieme a un altro poco di buono: quel Bartolomeo Calleri che alla Barbisa aveva la propria residenza e la cui morte per annegamento nelle acque del Po, a Torino, in fuga dai Carabinieri dopo un furto commesso a Chieri, portò gli inquirenti al sopralluogo durante il quale la poveretta venne ritrovata.

"Il silenzio della collina"

Nei mesi scorsi il caso è tornato alla ribalta per la pubblicazione de "Il silenzio della collina", volume che lo scrittore torinese Alessandro Perissinotto ha dedicato a questa tragica storia di cronaca nera, che ancora tocca nel vivo la comunità di Canale.

Omertà di paese

"Pensavo che dopo tutto questo tempo l'omertà scesa in paese su quella vicenda potesse dirsi superata. Ma quando ho chiesto in municipio di poter tenere l’incontro nella chiesa di San Giovanni, spazio abitualmente concesso per momenti di questo tipo, il Comune ha rifiutato la proposta rispondendo che era inopportuno tornare a parlare di quella vicendadichiara il presidente della Pro loco Gianni Morello -. Pensando invece fosse giusto mantenere vivo il ricordo di quella povera ragazza, come Pro loco, abbiamo affittato una sala privata e tenuto l'incontro, molto partecipato, al quale hanno preso parte anche altri testimoni diretti, conoscenti, compagni di scuola di Maria Teresa Novara. Al termine, in qualità di presidente ho avanzato una proposta: sollecitare il Consiglio comunale all’intitolazione di una via, un parco, un qualunque luogo pubblico cittadino alla memoria di Maria Teresa e con lei a tutte le vittime di soprusi e violenze di genere".

Una richiesta rispetto alla quale il sindaco di Canale, Enrico Faccenda risponde: "In occasione del cinquantenario della morte di Maria Teresa Novara, come sindaco, avevo dedicato un momento di preghiera durante la Santa Messa della domenica, con intenzione al ricordo di questa sfortunata ragazzina. Porteremo la proposta in discussione in una seduta dei prossimi Consigli comunali".

Tiziana Fantino

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