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Cultura | 07 ottobre 2019, 18:35

Domenica nel cimitero di Valfenera torna "Dormono... sulle colline"

Continua con grande successo la rassegna di spettacoli "Terre di racconti"

Domenica nel cimitero di Valfenera torna "Dormono... sulle colline"

L’Ecomuseo Basso Monferrato Astigiano continua l'importante nuova iniziativa legata al teatro popolare.

Si tratta della rassegna di spettacoli dal titolo “Terre di racconti”, con un cartellone di appuntamenti collocati prevalentemente nei Comuni del nord Astigiano, con importanti sconfinamenti.

Domenica 13 ottobre a Valfenera, nel cimitero, sarà rappresentato “Dormono…sulle colline” del Teatro degli Acerbi, spettacolo itinerante di poesia e musica tra le lapidi di un cimitero di campagna, con la musica di Fabrizio De André (a vent’anni dalla scomparsa ) e la poesia di E. Lee Masters.

È senz'altro una delle creazioni artistiche che più ha attirato l'attenzione e il consenso dall'estate da parte del pubblico, degli abitanti dei paesi, degli addetti ai lavori e frutto di un percorso ventennale della compagnia  sul territorio ed a livello nazionale.

Ai tre orari previsti, è stata aggiunta una replica alle 11, in quanto i posti per gli altri orari sono già esauriti da giorni. La partecipazione è gratuita, con prenotazione obbligatoria al 339-2532921.

L'ideazione, selezione e adattamento testi sono di Pietro Giovannini (giornalista ed esperto conoscitore del territorio astigiano e langarolo). In scena Patrizia Camatel, Dario Cirelli, Fabio Fassio, Elena Romano con le musiche dal vivo di Tiziano Villata.

I cimiteri sono"luogo di incontro di una comunità verticale, quella dei viventi, con quella dei vissuti, tutt’uno nella stessa storia".

È dunque un' occasione insolita per poter scoprire luoghi suggestivi e panoramici delle nostre colline, dove poter godere di bellezza e quiete, sulle orme dei nostri antenati.

Gli attori e il musicista appaiono e scompaiono tra le tombe, conducendo a gruppi gli spettatori in un percorso tra le lapidi di pietra, gli alberi e i cespugli che da soli compongono la più perfetta delle scenografie. Le note e le parole in un cimitero hanno più peso perché si è più disposti all’ascolto, si è più abituati al silenzio; e le note e le parole risuonano più pure invitandoci ad alzare lo sguardo verso il paesaggio, verso i luoghi dove queste persone che ci parlano abitavano e animavano: vite tragiche o monotone, insignificanti, piene di cose da fare ma tutte ugualmente riassunte qui ed ora.

Commenta Fabio Fassio: “La riflessione è sulle nostre radici ma anche sul significato della vita in generale, del lavoro e della morte, è la costituzione temporanea di una “comunità verticale” dove viventi e vissuti per un’ora celebrano le proprie storie. Crediamo che questo lavoro sia necessario, anche come ponte tra le Langhe e l’Astigiano e come strumento di turismo alternativo, culturale, con cui poter scoprire pievi romaniche e tombe ottocentesche poste nei luoghi più suggestivi e panoramici delle nostre colline.”

Il programma

Nel programma della giornata, organizzato dal Comune, alle 10 l'inaugurazione del monumento in loc. Casabianca per la commemorazione della giornata del 24 luglio 1944: il tutto alla presenza di Ester Maria Cotti, cittadina onoraria.

Il fatto si riferisce a quando i tedeschi minacciarono di bruciare il paese a seguito della morte di due soldati per un’azione di una brigata partigiana della Divisione Matteotti. Solo le cure prontamente prestate ai feriti presso l’Opera Pia Zabert e la mediazione di alcuni valorosi valfeneresi scongiurarono la rappresaglia e l’incendio dell’intero paese.

Prossimo appuntamento

Prossimo appuntamento con la rassegna “Terre di Racconti”: domenica pomeriggio 20 ottobre alle 16 a Cisterna d’Asti, nel Museo Arti e Mestieri di un Tempo (in collaborazione con Ecomuseo delle Rocche del Roero) con lo spettacolo “Soldato mulo va alla Guerra” con Massimo Barbero, testo e regia di Patrizia Camatel.

A seguire la presentazione del libro "È la guerra. Diario maggio-agosto 1915” di Angelo Gatti - editrice il Mulino con Nicoletta Fasano, a cura dell’Istituto per la Storia della Resistenza della Provincia di Asti .

Redazione

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