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Attualità | 09 ottobre 2019, 13:28

Asti “studia” da Pisa la migliore soluzione per chiudere i campi nomadi

Il sindaco Rasero, il vice Coppo e l’assessore Bona si sono recati nella città toscana dove è stato chiuso un insediamento abusivo

Asti “studia” da Pisa la migliore soluzione per chiudere i campi nomadi

Asti prende spunto da Pisa per la chiusura dei campi rom di via Guerra prima, e di strada Vallarone poi. Il sindaco Maurizio Rasero, il vice Marcello Coppo e l'assessore Marco Bona hanno fatto visita ai colleghi amministratori della città della torre pendente, per studiare il modello di superamento dei campi nomadi, dopo la chiusura nella città toscana dell'insediamento abusivo di via Maggiore-Oratorio.

"Ci hanno spiegato come hanno fatto per affrontare e risolvere il problema" dice Rasero al ritorno dalla città toscana. "Primo cittadino, assessori e dirigenti - aggiunge - sono stati molto disponibili. L’incontro è stato molto interessante e costruttivo".

Asti sta vivendo una situazione simile, che l’amministrazione sta cercando di fronteggiare per arrivare al superamento definitivo. "L'intenzione di chiudere anche i nostri campi c'è", spiega il vicesindaco Coppo.

I residenti in via Guerra sono 252 di etnia rom e una settantina sinti, mentre a Vallarone abitano una cinquantina di persone. "Non sarà una manovra a costo zero – precisa Coppo - stiamo cercando risorse dai risparmi che abbiamo avuto a seguito delle azioni intraprese".

Il Comune ha già risparmiato circa 150 mila euro quest'anno, non dovendo più provvedere a pagare alcuni servizi al campo come acqua e corrente elettrica. "L'ipotesi di risparmio in un anno è di 250 mila euro quando andremo a regime" precisa Coppo.

La città di Pisa aveva speso circa 300 mila euro per la chiusura del campo abusivo.

M. M.

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