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Cronaca | 10 ottobre 2019, 12:21

Nessuna strada di Canale ricorderà il dramma dell'astigiana Maria Teresa Novara, innocente vittima dei mostri di cascina Barbisa

Con un duro intervento in Consiglio comunale il sindaco Faccenda richiama il contenuto di una lettera inviata dal legale della famiglia originaria di Cantarana: "La loro volontà è che su questa vicenda scenda finalmente l’oblìo"

Una veduta di Canale (archivio)

Una veduta di Canale (archivio)

Si è conclusa con un "nulla di fatto" nell'ultimo Consiglio comunale (lo scorso 30 settembre) la discussione sulla richiesta avanzata della Pro Loco di intitolare di uno spazio pubblico – una via, strada o piazza – a Maria Teresa Novara, la 13enne originaria di Cantarana, nell’Astigiano, trovata cadavere il 13 agosto 1969 dopo essere stata rapita e tenuta reclusa per interminabili mesi presso un casolare nella campagne del paese.

Le motivazioni sono da ricondurre al contenuto di una lettera che l'avvocato della famiglia Novara ha fatto intanto pervenire alla Giunta comunale canalese. Una missiva nella quale trasparirebbe con evidenza la volontà di quest’ultima di porre fine alla vicenda, insieme all’espressa dichiarazione di "non essere interessata ad alcuna titolazione o commemorazione".

A spiegarlo è stato il sindaco Enrico Faccenda, in un lungo discorso tenuto durante l'assemblea: "La vicenda di Maria Teresa, tutta la sua preparazione, le riunioni, i commenti su web, il vittimismo nei confronti dell’Amministrazione, sono stati pensati, programmati e voluti per tentare di imporre una decisione al sindaco e ai suoi collaboratori – ha protestato il primo cittadino –. Il desiderio di ottenere questo risultato – ha continuato Faccenda –, la foga di puntare a questo obiettivo hanno fatto perdere di vista agli organizzatori proponenti l’intitolazione la cosa più importante: l’umanità delle scelte e delle decisioni. Quali sono le persone che hanno più sofferto per la morte di Maria Teresa? Certamente tutti sono stati colpiti, tanti si sono commossi, ma la sofferenza ha spaccato il cuore della famiglia Novara, la cosa più importante. A cosa deve servire un’intitolazione? Cosa pensa la famiglia? Sappiamo con certezza che la volontà della famiglia è quella di tendere all’oblìo di questa vicenda. Già dieci anni fa, nell’occasione dei quarant’anni, si era presentata la stessa questione, allora con minor enfasi, e contattando la famiglia ci era già stato espresso questo desiderio, di non essere interessata a nessun tipo di commemorazione o intitolazione".

"Non possiamo fare altro che rispettare la volontà della famiglia" - ha replicato la capogruppo di minoranza Piera Ternavasio - "Nel corso dell'assemblea abbiamo comunque richiesto l'intitolazione di uno spazio per commemorare tutte le vittime innocenti. Il sindaco ci ha spiegato che a seguito della votazione su questo punto dell'ordine del giorno si sarebbe potuto discutere in un altro momento di questa possibilità."

Tiziana Fantino

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