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Cultura | 18 ottobre 2019, 15:50

L'Istituto Artom di Asti inaugura il nuovo indirizzo chimico, alla presenza del Rettore del Politecnico di Torino

Saracco: "L'università deve formare in modo diverso. Il laureato esce e non sa come funzioni il mondo che lo circonda. Il mio sogno è vedere in Piemonte una riprogettazione complessiva della scuola"

L'Istituto Artom di Asti inaugura il nuovo indirizzo chimico, alla presenza del Rettore del Politecnico di Torino

All'Istituto Artom di Asti è nato un nuovo indirizzo di studi. Questa mattina, nell'Aula Magna della scuola, si è svolta l'inaugurazione ufficiale, alla presenza delle autorità e del Rettore del Politecnico di Torino, Guido Saracco.

Un nuovo indirizzo chimico

Il nuovo indirizzo si chiama "Chimica, materiali, biotecnologie" e porta con sé tre diversi filoni: biotecnologie ambientali, biotecnologie sanitarie e chimica e materiali. Il primo bienno è sostanzialmente in comune a tutti i filoni, mentre nel triennio verranno affrontate differenti materie. 

Rifiuti, impatto ambientale ed energie rinnovabili: per una scuola più green

Particolare attenzione verrà data agli insegnamenti relativi alla gestione dei rifiuti, al biorisanamento, all'impatto ambientale e alle energie rinnovabili, in linea con le ultime politiche green in materia di ecosostenibilità.

Presenti all'inaugurazione anche il sindaco di Asti, Maurizio Rasero, il presidente della Provincia, Paolo Lanfranco, Mario Sacco, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti e Andrea Amalberto, presidente dell'Unione Industriale di Asti. 

Tante eccellenze, poche risorse

"Ad Asti abbiamo delle eccellenze, anche dal punto di vista scolastico. Mi scuso con i ragazzi se alle volte sono costretti a stare in strutture non adeguate, purtroppo non abbiamo molte risorse. Apprezziamo, però, ciò che c'è di buono", ha dichiarato Lanfranco.

Niente fuga di cervelli

Denominatore comune della mattinata è stata la necessità di sinergia fra territorio, istituzioni e realtà scolastiche. "Il territorio deve offrire corsi che preparino alle sfide del lavoro. Il primo obiettivo è fare trovare lavoro ai ragazzi qui e, subito dopo, nelle immediate vicinanze. Non possiamo permetterci i cervelli in fuga", ha spiegato il sindaco Rasero.

Il Rettore del Politecnico ricorda la sua Asti: la torta di Giordanino e quegli aperitivi al Cocchi...

L'inaugurazione del nuovo indirizzo è stata arricchita dalla presenza del Rettore del Politecnico di Torino, Saracco, di origini astigiane. 

"Ad Asti mi sento sempre a casa: la torta di Giordanino, l'aperitivo del Cocchi. Ho tanti parenti qui, le mie origini sono astigiane", ha spiegato a un pubblico attento. Ma poi, dopo i ricordi, Saracco si è concentrato sulla necessità di cambiamento della filosofia di studi del Politecnico di Torino, consigliandola anche a istituti come l'Artom di Asti.

Qualcosa deve cambiare: l'università è troppo distante dalla vita

"L'università deve formare in modo diverso. Il laureato esce e non sa come funzioni il mondo che lo circonda. L'università e quindi lo stesso Politecnico deve uscire dal suo passato autorevole, dalla sua comfort zone, dal suo essere turris eburnea", spiega Saracco.

Teaching Lab, Problem Solving

Per questo si respira aria di cambiamento nell'ambiente dei futuri ingegneri torinesi: "Ho creato una cosa che si chiama Teaching Lab, io la chiamo la beauty farm dei docenti. È un'occasione in cui i formatori vengono ulteriormente formati, si aggiornano. Abbiamo creato delle challenge e poi un corso di Problem Solving, tenuto da professionisti della vita lavorativa. Voglio creare degli ingegneri creativi: oltre alle basi scientifiche, l'ingegnere del futuro deve conoscere la società, anche con la sociologia, la giurisprudenza", continua il Rettore.

ITS e formazione professionalizzante

Saracco ha poi espresso la necessità di "fare sistema" tra le varie scuole piemontesi: "Il mio sogno è vedere in Piemonte una riprogettazione complessiva della scuola. Non possiamo più essere dei compartimenti stagni. Gli ITS devono rimanere e per questo stiamo lavorando, come Politecnico, a un'alleanza con loro per offrire una formazione professionalizzante".

 

Elisabetta Testa

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