/ Enogastronomia

Enogastronomia | 19 ottobre 2019, 07:30

Viviamo in un posto bellissimo e pieno di tartufi

Nuova puntata di invito ad approfondire le grandi potenzialità per l’Astigiano, offerte da abbondanza ed eccellenza dei suoi tartufi

Viviamo in un posto bellissimo e pieno di tartufi

Che noi si viva in un posto bellissimo, è ormai stranoto. Non ci manca nulla, se non la capacità di raccontare e promuovere tutto il bello, buono e distintivo che ci circonda, come tra ottobre e novembre, quando tutto l'Astigiano profuma dei suoi tartufi migliori e li mette orgogliosamente in fiera.

Anzi, in fiere: Asti, Canelli, Castelnuovo Don Bosco, Cortazzone, Mombaruzzo, Mombercelli, Moncalvo, Montechiaro, Montegrosso, Montiglio e San Damiano. In questo fine settimana tocca a Mombercelli e Moncalvo, che replica anche nel prossimo. Per cominciare bene non perdetene nessuno dei due.

La notorietà del Tartufo Astigiano parte da lontano, avendo goduto a lungo di un primato riconosciuto e documentato. Ne racconta, egregiamente, Gian Secondo De Canis, importante storico del nostro territorio, nella sua Corografia Astigiana del 1818: "Ma sovr'ogni altra produzione dell'Astigiano suolo la più pregievole sono i tartuffi bianchi che l'Europa intiera felicitano, e di cui si servono le più squisite mense de' Principi e, sebbene eglino per ogni dove germoglino, con tutto ciò più abbondanti s'estraggono sui colli da Castelnuovo d'Asti a Cocconato e nelle valli e sulle vette delle terre orientali. Ella è difatti maravigliosa cosa e a un tempo deliziosiossima il vedere come nell'autunno ne sono provvisti i mercati di Castelnuovo, Cocconato, Montechiaro, Asti, San Damiano, Castagnole Lanze, Costigliole, Canelli e Mombercelli. Il concorso de' forestieri per farne compra è numerosissimo...”.

Dai tempi di De Canis, ahimè, molto è cambiato. Il numerosissimo “concorso de' forestieri per farne compra", grazie a marketing e comunicazione altrui, si è spostato di qualche decina di km più ad ovest. Ritornare a chiamarli Tartufi Astigiani sono certo possa essere ottima base di partenza, per provare a recuperarne il valore.

Valore utilissimo per sviluppare il nostro povero turismo, iniziando col mettere a sistema e comunicando come insieme le varie fiere distribuite sul territorio. Più valore per tutto l'Astigiano e occasione unica per raccontarne varietà, ricchezza e bellezza. Tutto passa però dalla capacità economica di comunicare ad un pubblico più ampio, che nessuna delle singole manifestazioni ha o può avere. Si mettessero a farlo assieme sarebbe sicuramente più facile e fruttuoso.

Spero allora che la decina di organizzatori inizi presto a parlarne e che questo nostro profumato patrimonio venga valorizzato quanto prima, reso noto e promosso con l’orgoglio di chi sa di vivere in un posto bellissimo.

Davide Palazzetti

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium