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Cronaca | 15 novembre 2019, 13:17

Cerimonia commemorativa per ricordare il sacrificio di Fiorentino Manganiello

Il 15 novembre di 36 anni fa, il giovane agente di Polizia fu ucciso nel corso di un tentativo di rapina alle Poste di corso Dante

Il questore di Asti, Alessandra Faranda Cordella (a destra) con la vedova

Il questore di Asti, Alessandra Faranda Cordella (a destra) con la vedova

Questa mattina il questore della Provincia di Asti, dottoressa Alessandra Faranda Cordella, e la signora Marinella Lepre, vedova dell’agente caduto durante l’adempimento del proprio compito, hanno deposto una corona di fiori per conto del Capo della Polizia, prefetto Franco Gabrielli, di fronte alla targa commemorativa posta all'interno dell’ufficio postale di corso Dante per ricordare il sacrificio dell’agente Fiorentino Manganiello, ucciso il15 novembre 1983 nel corso di un tragico tentativo di rapina.

Prima della deposizione della corona floreale – avvenuta alla presenza dei familiari del defunto, delle massime autorità e dei vertici della Questura, nonché di colleghi in servizio e della Sezione A.N.P.S. – è stato osservato un minuto di silenzio, introdotto da un breve colpo di sirena bitonale dell’autovettura della Sezione Polizia Postale.

La tragica rapina del 15 novembre 1983

Nella tarda mattinata di quel 15 novembre di 36 anni fa, l’agente della Polizia di Stato Fiorentino Manganiello, in servizio presso la Polizia Postale di Asti, stava scortando all’interno dell’edificio delle Poste di Asti il vice cassiere dell’Ufficio che, insieme ad un commesso, aveva prelevato nella vicina sede della Banca D’Italia quattrocento milioni di lire in contanti.

Un servizio di routine, che l’Agente Manganiello aveva effettuato decine di volte, ma quel giorno si sarebbe rivelato diverso. Mentre Manganiello e i due funzionari salivano le scale che li avrebbe portati negli Uffici, un uomo col casco si avvicinò al poliziotto, gli puntò la pistola al volto e strappando di mano la valigetta col danaro a uno dei due funzionari, si diede alla fuga.

Manganiello fu il primo a riprendersi dalla sorpresa: inseguì il malvivente intimandogli prontamente l’alt, ma il rapinatore fu più veloce e sparò per primo, colpendo alla gola il giovane poliziotto, di soli 23 anni, uccidendolo all’istante. L’assassino fuggì a bordo di una moto di grossa cilindrata dileguandosi nel nulla. Il triste interrogativo sull’omicidio del giovane agente è un’amarezza che ancora oggi resta perché la Giustizia, con la G maiuscola, in questo caso non ha consentito di individuare i colpevoli.

Fiorentino Manganiello lasciò la giovane moglie, di appena 19 anni, in uno straziante dolore.

Redazione

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