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Cultura | 22 novembre 2019, 09:00

A tu per tu con Lunetta Savino, a Moncalvo questa sera con "Non farmi perdere tempo"

"Forse lo spettacolo più emozionante e forte che io abbia portato a teatro fino ad oggi". L'attrice veste i panni di Tina, 27 anni, che a causa della sindrome dell'invecchiamento precoce ne dimostra sessanta

A tu per tu con Lunetta Savino, a Moncalvo questa sera con "Non farmi perdere tempo"

Abbiamo fatto due chiacchiere con Lunetta Savino, celebre attrice che ha interpretato diversi ruoli televisivi. Anche attrice di teatro, Lunetta Savino questa sera porterà al civico Montanari di Moncalvo lo spettacolo "Non farmi perdere tempo", scritto e diretto da Massimo Andrei

Sarà a Moncalvo con lo spettacolo "Non farmi perdere tempo". Che tipo di spettacolo è e cosa si può aspettare il pubblico?

Il pubblico si può aspettare, come mi auguro e come è già successo altrove, di ridere e piangere. È veramente una tragedia comica per una donna destinata alle lacrime, come recita il sottotitolo. Questo dice molto di Tina, la protagonista. Tina è una ragazza di 27 anni che, avendo la sindrome dell'invecchiamento precoce, ne dimostra sessanta. In scena sarò sola e tutti i personaggi attorno a me li farò vivere io. La tragicità di Tina si coglie fin dall'inizio. È un monologo atipico: interagisco con persone che non ci sono, ma tutto è molto realistico. Il pubblico dovrebbe riuscire a immaginarseli lì dove li posiziono. Ognuno di questi personaggi rivela una parte di Tina. 

Tina... chi è Tina?

Tina è una ragazza che ha tutti i desideri tipici di quell'età, ma è anche una ragazza con una scadenza. La malattia la porta rapidamente a decidere cosa deve fare, in quel poco tempo che le rimane. Noi che non viviamo questo tipo di problema a volte ci lamentiamo e ci piangiamo addosso. Tina è un esempio concreto di un rapporto con la vita e con il tempo molto speciale e prezioso. È una che non si può permettere di perdere tempo. È una che non molla, nonostante gli acciacchi. Tina va avanti per realizzare i propri sogni, come ad esempio cantare in pubblico. Tina è buffa, viene presa in giro dai ragazzini del quartiere. Tina interagisce con tante persone: con un bambino, con il medico, ma anche con un ragazzo, che di fatto si è immaginata lei. Lo spettacolo ha luci e ombre che si alternano. 

Possiamo dire che il ruolo della fantasia è fondamentale...

La fantasia ti permette di colorare il mondo. Tina ama i colori, ama le piume colorate, ama vestirsi in un certo modo. È come se ogni volta riuscisse a ricacciare dietro la lacrima: non vuole vedere piangere e non vuole piangere. Dentro, però, si capisce che conserva un dolore immenso. 

Come è stato per lei calarsi nella parte di una giovane donna dalla storia così complessa?

Diciamo che la lingua e il testo di Massimo Andrei permettono a un'attrice come me di avere una partitura, che offre la possibilità di giocare su piani diversi, passando dall'ironia alla tragicità. Il testo è molto profondo e realistico; è scritto anche in napoletano, una lingua vivace, che aiuta. Il testo mi ha suggerito la strada da percorrere. Non è comunque facile interpretare un personaggio come Tina. Forse è una delle cose più emozionanti e forti che io abbia fatto a teatro fino ad oggi.

È già stata nell'Astigiano? Che ricordi conserva dei nostri territori?

Sì, sono stata tante volte. In generale il Piemonte è una regione che apprezza molto il teatro. Nelle vostre terre ho sempre incontrato un pubblico molto attento e accogliente e sono sempre contenta di tornarci. E poi... c'è una cucina buonissima! (ride). 

In una manciata di parole... perché consiglia di andare a vedere il suo spettacolo?

Perché sicuramente chi verrà continuerà a pensarci anche dopo lo spettacolo. Perché sicuramente si emozionerà e non si annoierà, che non è poco (ride). I temi dello spettacolo appariranno molto chiari. Tra questi c'è anche l'ombra del fine vita. Tina sa di avere davanti qualcosa di atroce. Tina è terrorizzata dal dover affrontare l'agonia, il dolore. Tina vuole avere la possibilità di scegliere

Elisabetta Testa

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