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Cronaca | 29 novembre 2019, 16:00

Occuparono la ex mutua di via Orfanotrofio, reato prescritto per 15 abusivi, assolti 5 attivisti del coordinamento Asti Est

Gli abusivi, sette nuclei famigliari di nazionalità marocchina e albanese con figli, si erano insediate nello stabile l'8 dicembre 2010

Occuparono la ex mutua di via Orfanotrofio, reato prescritto per 15 abusivi, assolti 5 attivisti del coordinamento Asti Est

Nessuno degli ex occupanti della ex mutua è stato condannato per aver abitato abusivamente e per aver danneggiato lo stabile di via Orfanotrofio, in pieno centro ad Asti.

Lo ha stabilito alcuni giorni fa la Seconda sezione della Corte d'Appello di Torino. Vi avevano fatto ricorso i legali dei 15 componenti dei nuclei famigliari imputati e dei cinque attivisti del coordinamento Asti Est imputati in concorso.

Per i quindici il reato è stato prescritto, perché sono decorsi i termini, per gli altri cinque è arrivata l'assoluzione: non ci fu alcun concorso. 

La sentenza del tribunale di secondo grado ha ribaltato la disposizione del giudice del tribunale di Asti Andrea Martinetto che, due anni fa, aveva emesso condanne, da un anno e due mesi di reclusione a un anno e nove mesi.


"I quindici imputati, appartenenti a sette nuclei familiari di nazionalità marocchina e albanese che si erano insediati nell'edificio - spiega uno degli avvocati della difesa, Maurizio La Matina - sono stati prosciolti, perché sono trascorsi quasi dieci anni dai fatti". Nessuna conseguenza penale per i cinque attivisti Carlo Sottile, Samuele Gullino, il consigliere comunale Mario Malandrone, Luca Squillia e Oreste Borra, difesi anche dall'avvocato Roberto Caranzano. "L'espressione di solidarietà nei confronti delle famiglie occupanti - aggiunge La Matina - rispetto a un grave problema come quello abitativo, è stato riconosciuto, non comporta un concorso nel reato e non prevede alcuna responsabilità di natura penale".

Gli abusivi, sette nuclei famigliari di nazionalità marocchina e albanese con figli, si erano insediate nello stabile l'8 dicembre 2010. Avevano tirato su muri, tolto tramezze, si erano collegati alla rete elettrica, chiesto l'allacciamento all'acqua e messo la cassetta della posta all'esterno.

Con il coordinamento Asti Est, che in città si batte per il diritto alla casa, avevano creato una sorta di centro sociale, fino al 18 aprile 2018, quando furono fatti sgomberare. Oggi sono in corso lavori alla palazzina del centro storico. Il cantiere aperto porterà in città una nuova casa di riposo, grazie a una società che la sta costruendo e che si era aggiudicata la struttura all'asta.

M.M.

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