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Cronaca | 03 dicembre 2019, 19:00

Evase l'iva per oltre 300 mila euro, ma era indigente. Assolto dal giudice il legale rappresentante della concessionaria Autovar fallita 5 anni fa

Il processo era iniziato il 19 dicembre 2017, dopo che l'Agenzia delle Entrate aveva indagato e comunicato alla procura il mancato versamento dell'imposta

Evase l'iva per oltre 300 mila euro, ma era indigente. Assolto dal giudice il legale rappresentante della concessionaria Autovar fallita 5 anni fa

Aveva tutti i beni e i conti correnti pignorati, persino la pensione e per questo non è stato in grado di versare oltre 300 mila euro d'iva. Il rappresentante legale della concessionaria Autovar del gruppo Piubelli di Asti, fallita cinque anni fa, è stato assolto dal reato di evasione dell'imposta sul valore aggiunto. Lo ha stabilito con sentenza il giudice del tribunale di Asti, Francesca Di Naro

La vicenda

Il processo era iniziato il 19 dicembre 2017, dopo che l'Agenzia delle Entrate aveva indagato e comunicato alla procura il mancato versamento dell'imposta. Il processo era stato veloce, ma accurato. Erano stati ascoltati diversi testimoni e ricostruiti i fatti. Il legale della difesa, Marco Calosso era riuscito a dimostrare che, nel periodo dell'evasione, Giacinto Curto era in condizioni economiche precarie e non avrebbe potuto pagare in alcun modo l'imposta.

"La mia è stata una tesi difensiva mirata - spiega Calosso - perché all'epoca dei fatti il mio cliente stava attraversando un periodo di forte crisi aziendale". Alla concessionaria era stato revocato il mandato dalla Fiat, che a sua volta, era in debito con il salone astigiano. Così arrivò il fallimento nel 2014, due anni dopo l'inizio del tracollo e del dissesto finanziario. L'evasione è stata innegabile, ma compiuta per motivi oggettivi, solo per la mancanza di disponibilità economica dell'imputato.

"La giustizia è stata un po' elastica in questo caso - afferma Calosso - nonostante la rigidità sia una consuetudine". Il giudice ha voluto accogliere la tesi difensiva e ha assolto il settantenne.

M.M.

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