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Il Punto di Beppe Gandolfo | 16 dicembre 2019, 07:00

Che voglia di scendere in piazza

Che voglia di scendere in piazza

Martedì le Sardine, mercoledì gli agricoltori della Coldiretti, venerdì i giovani con Greta Thunberg, e ancora venerdì sera la fiaccolata per il lavoro. Migliaia e migliaia di persone sono scese in piazza per diverse motivazioni e per far sentire le proprie ragioni. Ricordiamole, con la consapevolezza di restare nel generico. Le Sardine per contestare il sovranismo e il populismo dilagante. La Coldiretti Piemonte per le proprie rivendicazioni contro i prezzi non remunerativi dei prodotti dei campi, contro l’ eccessiva burocrazia e contro i danni provocati dalla fauna selvatica. I ragazzi di “Friday for future” per chiedere una maggiore attenzione alle emergenze climatiche. I sindacati per denunciare le troppe situazioni di crisi nel mondo del lavoro in Piemonte.

Manifestazioni oceaniche e assolutamente pacifiche. Le auliche piazze torinesi con i loro austeri palazzi sono state invase da folle colorate, da musiche, suoni, slogan, bandiere, striscioni. Nessun vessillo di partito, solo giovani e anziani, a titolo assolutamente personale, con la volontà di essere presenti, di contarsi, di far sentire la propria voce.

Non è una novità. Per anni si è detto e scritto che Torino e il Piemonte sono realtà laboratorio: da queste terre sono nati movimenti che hanno cambiato l’ Italia. Così è successo nel 1967 quando i cortei studenteschi e operai anticiparono il ‘68. Per non parlare della marcia dei 40mila quadri Fiat  che nell’ ottobre 1980 scrisse una nuova pagina nella storia delle relazioni sindacali nel nostro Paese. Si può dire lo stesso con il Movimento delle Madamin che molto ha pesato sul cammino della Tav. Solo per citare gli episodi più recenti.

Insomma, sarebbe sbagliato sottovalutare questi fenomeni di massa. E’ il segno che la gente è stufa di stare alla finestra o di esprimere le proprie opinioni soltanto attraverso le tastiere dei telefonini o dei computer, sui vari social network. Ha voglia di partecipare e di far sentire la propria voce. Sarebbe un errore imperdonabile se il Potere che vive nei Palazzi della politica, della finanza, dell’ economia, del giornalismo non lo capisse. O facesse finta di nulla.

Beppe Gandolfo

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