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Cronaca | 11 gennaio 2020, 11:40

Diffusa l'identità del 48enne astigiano morto sulle montagne lecchesi

Si tratta di Massimiliano Vaira, appassionato di escursionismo precipitato per oltre 300 metri

Il Resegone, montagna posta al confine tra le province di Bergamo e LEcco, teatro della tragedia (foto tratta da Wikipedia)

Il Resegone, montagna posta al confine tra le province di Bergamo e LEcco, teatro della tragedia (foto tratta da Wikipedia)

A pochi giorni da quella verificatasi nel lunedì dell’Epifania, costato la vita a un 30enne bergamasco, sui monti del lecchese si è verificata un secondo tragico incidente, che questa volta ha interessato un appassionati di escursionismo astigiano.

Si tratta del 48enne Massimiliano Vaira, di cui si erano perse le tracce giovedì. L’allarme era stato lanciato dagli amici e dai colleghi che, non vedendolo rientrare a casa, hanno allertato il 112 indicando che l’uomo aveva espresso l’intenzione di recarsi nel lecchese, zona che già aveva frequentato in passato, per un’escursione.

La sua auto è stata rinvenuta nel primo pomeriggio di ieri parcheggiata alla stazione della funivia dei Piani d’Erna, con conseguente attivazione dell’elicottero del 118 e allerta via terra delle squadre dei Vigili del Fuoco e del Soccorso Alpino. E proprio tecnici di questi ultimi, nello specifico della XIX Delegazione Iariana in val Caldera, poco dopo hanno rinvenuto il suo corpo senza vita sul versante di Monterone, in val Caldera. Stando ad una prima ricostruzione, l’alpinista sarebbe precipitato nel vuoto per circa 300 metri.

Avendo rinvenuto, oltre al caschetto che l’alpinista indossava, anche un biglietto di sola andata per la funivia, i soccorritori ipotizzano che l’escursionista abbia affrontato la Ferrata “Gamma 2”, particolarmente impegnativa e chiusa dallo scorso luglio per questioni di sicurezza.

Gabriele Massaro

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