/ Cronaca

Cronaca | 17 febbraio 2020, 14:16

Due astigiani indagati per una truffa a danno di una pensionata residente nell'Imperiese

Presentandosi come finanzieri, le avevano sottratto 1.600 euro in contanti e 40.000 circa in gioielli

Francesco Franco (a sinistra) e Michele Costa

Francesco Franco (a sinistra) e Michele Costa

Le truffe alle persone anziane sono un fenomeno odioso, che tocca le persone deboli e indifese, gli inermi, che non riescono a reagire, i nostri anziani, genitori, nonni, amici, i quali vengono avvicinati, ingannati, spaventati, raggirati e, infine, derubati.

Proprio in relazione a un episodio di questo tipo, i carabinieri di Imperia e i colleghi della Compagnia di Asti hanno notificato due misure cautelari (obblighi di dimora, nello specifico) emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Imperia a carico di altrettanti soggetti astigiani, indagati per il reato di furto aggravato.

L’episodio contestato risale al luglio dello scorso anno, quando due persone - che gli inquirenti ritengono fossero gli astigiani Francesco F., 23 anni, e il 39enne Michele C. - si sono presentate alla porta di una 72enne residente nell’imperiese provvisti di un falso tesserino della Guardia di Finanza e, col pretesto di verificare l’autenticità di banconote e preziosi attraverso un dispositivo elettronico, l’hanno derubata di 1.600 euro in contanti e 40.000 euro circa in gioielli.

I due sono stati individuati dai carabinieri anche attraverso l’esame dei filmati di telecamere di videosorveglianza da cui sono state estratte immagini particolarmente dettagliate che, associate al riconoscimento operato dalla donna e ad altre che ritraevano un veicolo (già utilizzato altrove per la commissione di tale tipo di reato), hanno permesso di indirizzare gli approfondimenti sui destinatari della misura.

Sono anche state eseguite sette perquisizioni a carico dei due in abitazioni di residenza o accertate essere nella loro disponibilità. Sono state trovati una pistola ed un revolver illegalmente detenute da uno degli indagati, che è stato arrestato in flagranza del reato per detenzione di armi.

I consigli "anti truffa" dei Carabinieri

  • Se dovesse suonare alla vostra porta una persona che si qualifica appartenente alle Forze di Polizia (Carabiniere, Poliziotto, Finanziere) mediante esibizione tesserino di riconoscimento, prima di aprire telefonate al 112, preferibilmente da un apparato cellulare, non dal telefono fisso;

  • i malviventi operano spesso in coppia: entrambi presentandosi con falso tesserino delle forze di polizia ovvero addirittura non mostrando alcun tesserino o segno distintivo, cercano di introdursi all’interno di casa per dei controlli;

  • un malfattore al telefono si finge ‘carabiniere’ e comunica problemi di giustizia per un familiare. Il complice, fingendosi avvocato e/o carabiniere, si presenta a casa per ritirare il denaro richiesto;

  • sempre in coppia, un appartenente alle Forze di Polizia e l’altro dipendente comunale o di aziende che erogano servizi, si presentano alla porta con la scusa di effettuare dei controlli per poi asportare denaro e oggetti di valore.

Ricordate – evidenziano i militari dell’Arma - che tutti gli appartenenti alle Forze dell’ordine, per attività di servizio, si presentano in uniforme esibendo chiari segni distintivi e qualificandosi in modo inequivocabile. Quando opera personale in borghese, è sempre accompagnato da militari in uniforme. Non vengono mai chiesti denaro o preziosi”.

Ci sono poi i falsi funzionari (INPS, Comune o altro): “Ricordate che se hanno bisogno di contattarvi, gli impiegati delle banche, delle poste, dell’Inps e di altri Enti pubblici, vi invitano presso la loro sede e non vengono mai a casa vostra!  Se qualcuno dovesse presentarsi alla vostra porta qualificandosi come dipendente di uno dei suddetti enti, non fatelo entrare per nessun motivo, neppure dovesse dirvi che è venuto per informarvi che avete avuto un aumento di pensione e che dovete firmare una richiesta, oppure che avete ritirato in posta o in banca soldi falsi, affermando di volerveli sostituire con soldi autentici. Non è vero!”.

I truffatori hanno lo scopo di entrare nell’appartamento e, dopo avervi distratti, impossessarsi di soldi e oggetti preziosi. Informate chi si presenta alla vostra abitazione che sarà vostra premura raggiungere l’Ufficio che hanno detto di rappresentare e, se insistono, dite loro che chiamerete i Carabinieri, meglio se da un cellulare.

Poi, c'è la diffusa truffa del “si ricorda di me?”: una donna o un uomo dal fare cortese, vi avvicinano per strada fingendosi vecchi conoscenti o spacciandosi per amici di un vostro familiare. State attenti, perché la persona che avete di fronte è un abile truffatore che sta tentando di carpire la buona fede.

Infine, attenzione agli abbonamenti alle riviste delle Forze dell’Ordine: c’è chi vi potrebbe proporre l’abbonamento ad una rivista del settore, promettendo in omaggio alcuni oggetti come foto, poster, calendari, portachiavi o altro.

L’abbonamento alle riviste delle Forze dell’Ordine non avviene mai in questo modo: per abbonarsi al “Carabiniere”, ad esempio, è necessario che vi rechiate in Caserma dove vengono fornite le informazioni del caso, oppure che attiviate la procedura online solo dal sito www.carabinieri.it. Rifiutate quindi qualsiasi proposta di questo genere.

“In estrema sintesi ricordate – terminano i militari - di non firmare mai nulla che non vi sia chiaro e chiedete sempre consiglio a persone di fiducia più esperte di voi”.

Redazione

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium