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Al Direttore | 17 marzo 2020, 09:07

Continua il botta e risposta tra l'associazione sportiva dilettantistica San Damiano Rally Club e il forum salviamo il Paesaggio

I referenti del Forum:"Il nostro scopo era stimolare un dibattito collettivo necessario in un'era che avrebbe bisogno di dialogo"

Foto tratta dal sito del Rally del Grappolo

Foto tratta dal sito del Rally del Grappolo

Riceviamo e pubblichiamo la risposta del forum Salviamo il paesaggio all'associazione Sportiva Dilettantistica San Damiano Rally Club 

 

Leggiamo la repentina risposta dell’Associazione Sportiva Dilettantistica San Damiano Rally Club al nostro comunicato fortemente critico in merito alla quinta edizione del rally del Grappolo.

Innanzitutto ringraziamo per la puntualizzazione relativa alla dimensione economica dell'evento: prendiamo atto con piena soddisfazione che non si tratta di una iniziativa a scopo di lucro e che, dunque, quanto incassato dall'Associazione è - e sarà - finalizzato a sostenere esclusivamente lo sport dilettantistico.

Le cifre che avevamo indicato erano desunte dalla scheda di iscrizione dell'edizione 2019, riferite alle persone fisiche e al numero degli equipaggi in gara; dati presenti sul sito web della medesima edizione che abbiamo semplicemente sommato e totalizzato.

Il tono da noi utilizzato nel comunicato non intendeva certo essere denigratorio nè offensivo; intendeva, bensì, stimolare un dibattito collettivo necessario in un'era che avrebbe bisogno di dialogo - anche tra differenti posizioni - e non di affermazioni che tale dialogo negano recisamente.

Ma non voleva, neppure, nascondere l'indignazione - nostra e di tanti sandamianesi - per la presentazione della nuova edizione del rally cadenzata in un momento di assoluta emergenza e di rigore e con tanto di conferenza stampa proprio in giorni in cui a tutti era già consigliato di evitare il più possibile forme di aggregazione non essenziali, erano già stati annullati centinaia di eventi di ogni genere e agli amministratori pubblici era suggerito il compito di dare il "buon esempio".
Ci è parsa una disattenzione nei confronti di quella che abbiamo definito e ribadiamo essere una "rilevante parte della cittadinanza che ritiene il rally come un elemento invasivo, produttore di inquinamento acustico, poco rispettoso delle libertà di persone, animali e luoghi”; ricordiamo che nella presentazione ufficiale gli stessi organizzatori, nell'indicare i percorsi individuati per l'edizione 2020, hanno fatto riferimento alla necessità di "dare fiato" ad alcuni Comuni abituali ospitanti e cercare di contenere disagi definiti inevitabili per tutti i residenti. Il che conferma che un rally determina sempre un impatto sul territorio e che gli stessi organizzatori ne sono perfettamente consapevoli.


Cittadinanza, ribadiamo, che non è stata consultata preventivamente, a cui non si è chiesto di esprimere un gradimento sull'ospitalità della gara e che (se l'emergenza sarà passata e il rally si terrà) si troverà a non poter circolare liberamente attorno a casa dopo avere già sopportato settimane di analoga privazione.

Nelle nostre riflessioni ci pareva chiaro (ma evidentemente non è stato compreso dagli organizzatori) che contestavamo e contestiamo l'enfasi data alla manifestazione, salutata nella presentazione ufficiale quasi come un evento ineluttabile e di pubblica utilità, il che non corrisponde alla situazione. I cittadini non sono stati coinvolti nella decisione di ospitare gara e prove speciali e, dunque, risulta a tutti impossibile poter affermare che la maggioranza della comunità desidera tale iniziativa. Per esserne certi si potrebbe, ad esempio, ipotizzare un referendum informale nei Comuni del tracciato 2020 e testare così il gradimento da parte delle persone residenti nel territorio?

In questi tempi così difficili, in cui anche tutto lo sport a livello internazionale si è fermato e sta valutando la soppressione di eventi di ben altra portata (dalle Olimpiadi ai campionati europei di football), ci domandiamo come sia possibile che un minimo tornaconto economico derivante da un incoming turistico occasionale per il territorio debba prevalere, senza discussione, su qualunque condizione quotidiana e sugli aspetti che riguardano direttamente le persone e l'ambiente di una comunità di prossimità.

Questi sono i temi su cui ci aspetteremmo dialogo e risposte, attraverso una forma di discussione collettiva che purtroppo appare da evitarsi. Avevamo anche segnalato il problema della prova speciale di Mombarone che ci risulta inserita all'interno del perimetro del SIC di Valmanera, ma non abbiamo ricevuto risposte.

Ben vengano manifestazioni sportive dilettantistiche "dolci" (cioè corse, camminate, eventi in bicicletta...) compatibili con l'armonia dei luoghi e delle comunità e rispettose delle persone che vi risiedono: per questo genere di iniziative saremo sempre al vostro fianco.

Forum Salviamo il Paesaggio

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