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Al Direttore | 31 luglio 2020, 10:17

"Le liste di attesa sono sempre più lunghe. Bisogna usare questo momento di tregua per ripensare la sanità"

A sostenerlo ben nove consiglieri comunali, che chiedono risposte al sindaco su molti argomenti, tra cui il Punto di primo intervento di Nizza e la sostituzione del Direttore Sanitario Asl

"Le liste di attesa sono sempre più lunghe. Bisogna usare questo momento di tregua per ripensare la sanità"

I sottoscritti consiglieri comunali Angela Quaglia, Mauro Bosia, Michele Anselmo, Mario Malandrone, Massimo Cerruti, Martina Veneto, Davide Giargia, Giorgio Spata e Maria Ferlisi hanno appreso dagli organi di informazione delle difficoltà di relazionarsi, da parte dei sindacati, con la direzione generale dell’ASL AT e, passato ormai qualche tempo dalla fase più acuta dell’emergenza COVID, hanno appreso con preoccupazione che le liste d’attesa per le visite specialistiche, ancorchè già lunghe prima del Covid, stanno portando ad appuntamenti fissati anche per il mese di marzo del prossimo anno.

E mentre, al di là della difficoltà ad attuare un serio confronto, i sindacati si preoccupano della situazione e lanciano un grido d’allarme su alcune importanti tematiche sanitarie, nulla trapela dal sindaco e dalla Giunta che, invece, è molto attenta a comunicare le più svariate iniziative, di immagine più che di sostanza.

Per questa ragione, i consiglieri intendono richiamare l’attenzione dell’Amministrazione Comunale su alcuni temi molto delicati che, se non affrontati e risolti in tempo, possono portare ad un impoverimento della nostra Sanità pubblica, tante volte osannata nel periodo più duro dell’emergenza sanitaria ed oggi dimenticata a se stessa.

I sottoscritti consiglieri interpellano per sapere:

  • qual è la situazione delle liste d’attesa, sia per le visite specialistiche che per gli esami diagnostici e per gli interventi ordinari, per ogni specialità;
  •  se la dotazione delle attrezzature di diagnostica, sia nell’Ospedale Cardinal Massaja che nel Presidio Valle Belbo di Nizza Monferrato sono acquisite e funzionanti (TAC, Mammografo ecc).
  • in che modo l’ASL AT si è organizzata per la diagnostica di laboratorio, per la quale durante l’emergenza, Asti dipendeva da altre ASL;
  • quante unità di personale mancano rispetto al fabbisogno ( infermieri, medici ecc) e come si pensa di sopperirvi. Appare evidente, infatti, come la carenza di personale possa ledere la funzionalità di alcuni reparti: Medicina, Geriatria, Ginecologia e Ostetricia, ad esempio.
  • quale sia la situazione dei MMG, ovvero se tutti i territori sono adeguatamente coperti;
  • quali protocolli sono stati stilati con le RSA nel caso in cui, in autunno, ci dovesse essere una nuova fiammata della pandemia;
  • se il Direttore Sanitario dell’Ospedale Massaja , recentemente dimessosi, è stato sostituito;
  • come si pensa di riorganizzare la sanità pubblica, privilegiando la prevenzione,  in modo da non sovraccaricare le strutture ospedaliere che devono, invece, essere attrezzate per gestire al meglio le urgenze e le situazioni complesse;
  • se, come in altre Regioni, (USCAR nel Lazio, Unità territoriali in Emilia e Toscana, Provincia di Bergamo..) è stata avviata la progettazione di Unità Territoriali, comprensive di Medici e Infermieri, in grado di agire sul territorio per un’azione preventiva per testare e diagnosticare sul nascere eventuali focolai, al fine di evitare l’eventuale intasamento dell’Ospedale con possibile successivo effetto moltiplicatore;
  • quando verrà attivato sul serio il punto di primo intervento del Presidio Sanitario Valle Belbo di Nizza, in modo da offrire un servizio anche ai cittadini del sud della Provincia, sgravando, contemporaneamente l’ospedale di Asti.

La sanità pubblica è stata in prima linea nella lotta al COVID 19, con enorme sacrificio di tutti i suoi operatori.

Oggi crediamo sia necessario utilizzare il momento di tregua della pandemia per ripensare alle soluzioni che ci hanno visti tutti impreparati e programmare un sistema di sanità diffusa, con punte di eccellenza negli ospedali, che possa fronteggiare con meno difficoltà emergenze future che potrebbero verificarsi.

I consiglieri

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